Accerchiato e aggredito verbalmente, il direttore dell’ospedale Avola-Noto si chiude in bagno e chiama la Polizia: “mi sento minacciato” |Oggi il corteo di protesta

Il direttore sanitario dell'Asp8 esprime l’indignazione della categoria per la vile aggressione di cui è stato fatto oggetto il direttore sanitario dell’ospedale di Avola-Noto e annuncia sin da adesso che l’Ordine dei Medici e l’Asp di Siracusa non esiteranno ad adire le vie legali qualora emergessero profili di responsabilità penale

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Prima è stato circondato da un gruppo di persone che lo hanno additato come fautore del trasferimento dei reparti del Trigona, ma è riuscito a svicolare e rifugiarsi nella propria stanza. Poi, verso le 12, alcuni partecipanti alla manifestazione di stamattina nel presidio netino hanno divelto la porta di ingresso del corridoio della direzione, ma il dottor Rosario Di Lorenzo, si è nascosto in bagno e ha deciso di chiamare le forze dell’ordine che sono riuscite a rasserenare gli animi.

È stata una giornata difficile per il direttore dell’ospedale Avola-Noto, che adesso si sente “minacciato” da questa situazione: “non tornerò a Noto per il momento – dice – ma la situazione non potrà proseguire ancora a lungo. Io non voglio essere trasferito, sono qui dal 2005 e sono contento di quanto è stato fatto in questi 14 anni. Non pensavo di meritare tutto questo, la sicurezza dei pazienti viene prima di tutto, anche della posizione del reparto che viene trasferito di 6 km per il bene della mamma e del bambino. In ogni caso queste decisioni non sono mie, ma di Asp e Regione Siciliana”.

Nella veste di direttore sanitario dell’Asp di Siracusa e presidente dell’Ordine dei Medici, a nome dell’intera classe medica, il direttore sanitario dell’Asp8 Anselmo Madeddu esprime l’indignazione della categoria per la vile aggressione di cui è stato fatto oggetto il direttore sanitario dell’ospedale di Avola-Noto e annuncia sin da adesso che l’Ordine dei Medici e l’Asp di Siracusa non esiteranno ad adire le vie legali qualora emergessero profili di responsabilità penale.

“A lui, così come a tutti gli operatori sanitari vittime di violenza e ai pazienti ricoverati vanno la solidarietà dell’intero mondo medico e del direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra che, fuori sede, ho prontamente informato stamattina dell’accaduto, del direttore amministrativo Giuseppe Di Bella e dei direttori dei Dipartimenti aziendali”. È quanto afferma il direttore sanitario dell’ASP Anselmo Madeddu – Non si giochi con la salute dei cittadini. Noto è una città dalla millenaria civiltà, una città che amo, splendida nelle cose, civilissima nella gente. E i suoi cittadini meritano il massimo rispetto. Chi rappresenta le istituzioni a Noto ha il dovere di informarli correttamente e serenamente”. Uno dei peggiori difetti dello spirito, scriveva Pascal, è vedere solo ciò che si vuol vedere. Le dichiarazioni del sindaco Bonfanti ci costringono a dei chiarimenti. Nello scorso Consiglio comunale non si è mai promesso che il punto nascita potesse ritornare a Noto nei termini da lui riferiti. È stato ribadito invece che fino a quando non ci saranno le necessarie condizioni di sicurezza rimarrà a Siracusa”.

Sul caso interviene anche Michele Stornello, direttore del dipartimento per l’emergenza e segretario regionale del sindacato Anpo, che si dice vicino al collega Di Lorenzo per l’incivile atto di cui è stato oggi oggetto nello svolgimento del suo ufficio. “L’Anpo, Ascoti Fials sostiene con convinzione la riformulazione del Presidio ospedaliero di Noto intrapresa dall’Asp di Siracusa e ciò per due ragioni: giuridica e clinico assistenziale – dice – Giuridica perché così facendo si rispetta la legge. Clinico assistenziale perché da tempo erano chiari i profili di rischio clinico a cui la cittadinanza era sottoposta in quel presidio ed a cui i medici e gli infermieri erano costretti ad operare. In qualità di direttore del Dipartimento di Emergenza esprimo a nome personale e dei componenti tutti il dipartimento la piena solidarietà al collega Di Lorenzo per il vile ed incivile atto di cui è stato oggetto, in altro modo non definibile se non barbaro. Con la occasione esprimo il pieno consenso e la piena approvazione per quanto questo management sta adottando nel PO di Noto. Infatti era da tempo auspicabile che le ragioni di alto rischio”

Solidarietà al collega anche da numero direttori dei dipartimenti. Maria Lia Contrino (Prevenzione) ritiene quanto accaduto “espressione indegna del vivere civile“, Giovanni Trombatore (Area Chirurgica) parla di “incivile manifestazione“, Roberto Cafiso (Salute mentale) biasima “le vie di fatto istigate da una politica di campanile di stampo medievale che con la salute della gente non ha nulla a che spartire”, Eugenio Bonanno (Amministrativo) se la prende con “chi ha fomentato questo clima di rissa e di violenza e l’auspicio che questa barbarie possa essere isolata e punita”, Giuseppe Daidone (Area Medica) contesta un atto “vile, ingiustificato e ingiustificabile” e Franco Ingala (Attività Accreditate ospedaliere residenziali e semiresidenziali) lo ritiene “inaccettabile. Spero che tali fatti siano dettagliatamente indagati e perseguiti”.

Giuseppe Capodieci (area radiologica e segretario regionale Fassid) condanna quanto accaduto “frutto di una strumentale campagna di criminalizzazione della rete ospedaliera appena approvata dal Governo regionale e dal Ministero. Non è più tempo di campanili. Da anni la Radiologia denuncia le gravi criticità della struttura Avola-Noto con gravi problemi per la sicurezza del paziente a Noto e per la sicurezza degli stessi operatori costretti a garantire l’assistenza in emergenza-urgenza in due Pronto soccorso con l’organico di appena uno. Come direttore, come medico e come uomo sento il dovere di raccomandare al Direttore Generale l’immediata chiusura del Pronto Soccorso di Noto, applicando la nuova Rete ospedaliera. È impensabile mantenere attivo un Pronto soccorso carente di risorse umane e tecnologiche sotto il ricatto di un gruppo di facinorosi disinformati e in mala fede che con la scusa di una supposta garanzia di assistenza pregiudicano la sicurezza dei cittadini mistificando la verità: il Pronto soccorso di Noto è pericoloso”.

Anche da Antonino Bucolo, direttore del Dipartimento Materno Infantile, arriva la condanna all’aggressione: “il punto nascita nella condizione di sicurezza certamente non rappresenta un punto di forza per la incolumità della donna e del bambino. Quindi a norma di legge la chiusura è condivisa ai fini della sicurezza e quanto previsto dalla rete ospedaliera. La mia solidarietà nei confronti del collega con auspicio di interventi mirati a penalizzare e punire degli ignavi che senza alcun scrupolo ne fanno un baluardo”.

La Fials Sicilia esprime piena solidarietà al direttore sanitario dell’ospedale di Noto, Rosario Di Lorenzo, aggredito oggi nel corso di una manifestazione. “Sono episodi intollerabili – dice il segretario regionale Sandro Idonea – non è possibile questo continuo ricorso alla violenza nella sanità. L’episodio è pure inspiegabile in un momento in cui è in corso il processo di rifunzionalizzazione dell’ospedale con l’attivazione dei nuovi reparti di Lungodegenza e Riabilitazione. Condanniamo fermamente il gesto di violenza”.


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