Anche gli “angeli dello sbarco” diventano leghisti. A Portopalo l’assessore della Lega che salvò i migranti

Nel 2013 era nella “catena umana” che salvò un gruppo di migranti e l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano li definì “orgoglio d’Italia”: “l’umanità di una persona non si valuta dalla scelta di un partito”

Nell’ultimo lembo di terra d’Europa c’è conficcata una bandierina verde padano. Salvini, nel suo scacchiere leghista, ha conquistato un assessore persino più a Sud di Tunisi. Quando la Lega Nord puntava il dito contro “Roma ladrona” e contro tutto il sud, il “capitano” non avrebbe mai pensato che un giorno (non molto lontano) dalle violente urla di offesa lanciate da Pontida, si sarebbe ritrovato ministro in un Governo a trazione Lega e un assessore e segretario di circolo in un comune quasi africano.

La vicenda, poi diventa persino paradossale se la persona in questione, Angelo Cannarella, assieme al fratello Salvuccio, è uno di quegli “Angeli dello sbarco” che il 15 agosto 2013 in contrada Morghella fecero parte della “catena umana” con cui furono salvati un gruppo di migranti. Quei soccorritori che l’ex presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, definì “orgoglio d’Italia”. Adesso, Angelo e il fratello Salvuccio sono i responsabili del circolo della Lega del paese marinaro.

Il pescatore impegnato. Angelo Cannarella, 53 anni, pescatore da una vita. Sin da ragazzo è stato impegnato nella vita sociale e politica del paese marinaro. È stato già assessore, per un breve periodo nel 2005 nella Giunta guidata dall’ex sindaco Fernando Cammisuli, e prima ancora, nel 1998 quando il sindaco era Angelo Figura, è stato consigliere comunale. E da sempre mosso da ideali di destra. “La mia militanza politica è stata sempre di destra – ha raccontato Angelo Cannarella – Alleanza nazionale è stato il mio partito di riferimento. Non sono per le cose “mezze e mezze”, così quando si è sciolta An sono rimasto senza punti di riferimento”. Al punto che c’è stato, per un breve periodo, una “attrazione” per gli uomini più in vista del Pd nel momento di massimo splendore dei democratici. “Sono stato anche affascinato da Renzi e Crocetta – continua – ma sono state tutte delusioni totali”. Così è “rinsavito” dallo sbandamento sinistrorso, tornando saldamente a votare Destra. Ad aprile scorso, Angelo e il fratello Salvuccio, assieme a un gruppo di amici, hanno deciso di aprire il circolo della Lega in via Garibaldi 17. La sede cittadina della Lega più a sud di Tunisi. E qualche settimana fa per Angelo è arrivata la chiamata del sindaco, Gaetano Montoneri, per far parte dell’esecutivo municipale e gestire le rubriche di Pesca, Commercio, Sport e Protezione civile.

Perché ha sentito l’esigenza di sostenere la Lega, un partito sovranista con specifiche ideologie soprattutto sul fenomeno dell’immigrazione e sulla difesa dei confini territoriali?

Ho scelto di aderire alla Lega perché ho percepito buonsenso e concretezza nel programma di Salvini. È un partito vicino ai cittadini e che percepisce cosa succede nei territori, sia a livello nazionale che a livello comunale. La maggior parte delle persone fa politica per sentito dire e nel territorio ci sono poco. A me piace impegnarmi e ascoltare da vicino i problemi dei miei concittadini. Mi piace essere presente”.

L’adesione alla Lega è solo un modo per cavalcare l’onda politica?

No, non ho aderito alla Lega per cavalcare l’onda politica. Già da qualche anno sono simpatizzante della concretezza delle persone che militano in questo partito. Chiamano Salvini populista, ma se è uno che ascolta il popolo allora che ben venga. Così quest’anno siamo usciti fuori, abbiamo deciso di aprire la sede e mi hanno affidato l’incarico di guidarla”.

Un pescatore risponde innanzitutto alle leggi del mare. E la prima è che non si può abbandonare un uomo in mare, chiunque esso sia, di qualsiasi nazionalità o religione. Cosa pensa?

“Giustissimo, e non va contro i principi della Lega. Andare a salvare delle persone in mare è sacrosanto e non si deve confondere con le attività delle Ong, che istigano alla clandestinità e mettono a repentaglio le vite dei migranti. Nella mia vita ho incontrato decine di “carrette del mare” e salvato centinaia di migranti, abbandonati in alto mare senza acqua né cibo: questo significa salvare le persone. Lo abbiamo fatto perché ci siamo sentiti e ci sentiamo di farlo, e non ce ne pentiamo”.

Portopalo è stato il paese dell’accoglienza per antonomasia, fino a qualche anno fa, ora la Lega è il primo partito con il 37,36% alle ultime elezioni del Parlamento europeo. Che effetto fa vederlo colorato verde padano?

Non penso sia una cosa così eclatante, e nemmeno che strida con ciò che è successo. Quello che ha rappresentato Portopalo nel passato è esemplare e non si può cancellare. Questo paese ha sempre accolto i migranti: io ero il primo a coinvolgere e fare integrare i ragazzi che sbarcavano e venivano assegnati ai centri comunali, facendoli giocare nelle squadre di calcio della Pgs e della parrocchia. Anche uno dei miei operai è un ex migrante, un cittadino originario della Tunisia che da 36 anni abita a Portopalo: è più italiano di me. Comunque, moltissimi altri Comuni in Italia hanno scelto la Lega, e non solo per una questione di punto di vista sull’immigrazione. La gente ci ha dato consensi perché sta vedendo che a livello nazionale il partito sta lavorando bene, mantenendo le promesse”.

Il 15 agosto 2013 in contrada Morghella Angelo e Salvuccio Cannarella furono gli angeli dello sbarco salvatori dei migranti, che l’ex presidente della repubblica definì “Orgoglio d’Italia”. Cosa è cambiato a distanza di 6 anni nei confronti degli sbarchi e dell’immigrazione? Rifarebbe quello che ha fatto quel giorno?

Sono orgoglioso, e lo rifarei mille volte. Io ho contribuito a salvare delle vite in pericolo, ma non a istigare alla clandestinità. Quella volta a Morghella, quando sono salito a bordo dell’imbarcazione, una madre mi ha dato tra le braccia un bimbo di pochi mesi per salvarlo, ed è stato un momento bellissimo. Ma come si fa a non salvare la gente in mare? L’umanità di una persona non si valuta dalla scelta di un partito.”

Cosa pensa della vicenda che ha visto coinvolta la comandante Carola Rackete e la Sea Watch 3?

Carola Rackete della Sea Watch ha sbagliato. Io, come mi è già successo, avrei atteso e ubbidito agli ordini delle forze di Polizia e della Guardia costiera. I migranti non erano in uno stato iniziale di pericolo, sono stati messi da qualcuno in quello stato. Le “carrette del mare” che ho soccorso io erano cariche di gente che stava male: ma non siamo andati, per puro sfregio politico, a prendere queste persone sin sotto la costa dell’Africa, mettendo la loro vita a repentaglio”.

“Sono troppo distanti dalla nostra impostazione culturale, dallo stile di vita e dalla mentalità del Nord. Non abbiamo nessuna cosa in comune. Siamo lontani anni luce”. Condivide questa frase di Salvini?

Salvini pensava questo perché non conosceva la gente del Sud, non conosceva noi siciliani. Non conosceva la nostra forza e la nostra umanità. Adesso lo ha capito e ci apprezza”.

Angelo continuerà a salvare migranti, se capiterà. E nei prossimi mesi sarà impegnato con il gruppo politico della Lega a “rendere migliore la nostra città – ha detto Angelo Cannarella – perché il nostro obiettivo è fare il bene della nostra comunità”.

Sebastiano Diamante


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