Assoluzione dell’ex sindaco di Augusta. Carrubba: “felice, ma arrabbiato. Questo processo non sarebbe mai dovuto iniziare”

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L’indagine penale era stata avviata, dal 2008, dalla Dia di Catania ed era sfociata, nel 2012, anche nella commissione di accesso agli atti del Comune, che poi ha portato nel 2013 allo scioglimento del Consiglio comunale

Un applauso “liberatorio” degli amici più stretti dell’ex sindaco Massimo Carrubba, subito però duramente censurato dalla presidente del Collegio giudicante, Giuseppina Storaci ha accompagnato stamattina la lettura del dispositivo di sentenza di assoluzione dal reato di voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti dell’ex primo cittadino e dell’ex assessore al Cimitero Luigi Giunta, coinvolti nel processo su “mafia e veleni” ad Augusta insieme all’ex consigliere comunale Carmelo Trovato.

Quest’ultimo era chiamato a rispondere di voto scambio e il tribunale penale ha escluso l’aggravante dell’articolo 7 e lo ha assolto per intervenuta prescrizione, con la stessa modalità è stato assolto dal voto di scambio l’ex assessore Giunta, che ha ottenuto l’assoluzione piena perché “il fatto non sussiste” per il capo di imputazione più grave del concorso esterno in associazione mafiosa, così come l’ex sindaco Carrubba, assolto con la stessa formula ampiamente liberatoria da entrambi i campi di imputazione.

Tanti, dunque, gli amici dell’ex primo cittadino che stamattina hanno atteso per circa tre ore la lettura del dispositivo, tra di loro l’ex vicesindaco Nunzio Perrotta, sempre presente alle udienze e l’ex direttore generale del Comune, Gaetano Petracca, citato nella relazione di scioglimento del Comune megarese, ma mai nemmeno indagato ed oggi dirigente del settore tecnico del Comune di Siracusa. Il collegio, composto a latere dai giudici Nicoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri, è entrato alle 10,30 nell’aula al piano terra del tribunale di Siracusa dove era attesa la controreplica – che era stata appositamente richiesta all’ultima udienza di giugno scorso – dal pm della Dda antimafia di Catania, Andrea Ursino. Che però a sorpresa non c’è stata, tant’è che il magistrato è arrivato solo per la lettura del dispositivo, avvenuta circa tre ore dopo.

“Io con la mafia non ho mai avuto nulla a che fare così come il Comune di Augusta durante il mio mandato. Sono felicissimo per questo esito, ma sono anche arrabbiato perchè questo processo non sarebbe mai dovuto iniziare” – ha commentato a caldo Carrubba, che in tutti questi non si è mai perso un’udienza e che oggi era accompagnato dalla moglie Katia. Era l’unico degli imputati presente in aula e, visibilmente commosso, è stato sommerso dall’affetto degli amici che lo hanno anche raggiunto al telefono.

Il tribunale si è riservato 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza con cui stati assolti, sia perché il fatto non sussiste o non è previsto dalla legge sia per intervenuta prescrizione, anche Maurizio Carcione, Salvatore Alescio, Tullio Tedesco, i fratelli Toni e Sergio Ortisi oltre al collaboratore di giustizia Fabrizio Blandino. L’avvocato Beniamino D’Augusta, che assieme al collega Puccio Forestiere ha difeso Giunta, si dice soddisfatto “sia per l’esito della vicenda giudiziaria ma soprattutto per l’immagine della città sia per tutti questi anni è stata macchiata da questa infamia dello scioglimenti per mafia. Speriamo che la città possa ripartire da questa sentenza per riacquistare quanto perso fino a oggi”.

L’indagine penale era stata avviata, dal 2008, dalla Dia di Catania ed era sfociata, nel 2012, anche nella commissione di accesso agli atti del Comune disposta dell’allora prefetto di Siracusa, poi sfociata a marzo del 2013 nello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose o della criminalità disposto dal Consiglio dei ministri su richiesta dell’allora ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. Il Comune è stato così retto per poco più di due mesi della commissione straordinaria nominata dal presidente della Repubblica composta dal prefetto Maria Carmela Librizzi, dal vice Maria Rita Cocciufa e dal funzionario Francesco Puglisi.

Cettina Saraceno


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