Augusta esclusa dalla “via della Seta”: il collegamento marittimo tra la Cina e l’Europa attraverso i porti di Genova e Venezia. Assoporto insorge

Il governatore Rosario Crocetta intanto scriverà una lettera ufficiale al premier affinché il porto "core" europeo di Augusta venga incluso nella lista di quelli che interessano la Cina per la Via della Seta marittima, perché ignorarlo

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Circa 800 miliardi di dollari per collegare la Cina all’Africa e all’Europa per la cosiddetta “via della Seta”, eppure il premier Paolo Gentiloni – unico leader del G7 che ha incontrato Xi Jinping – il canale da aprire non è con il porto di Augusta ma Genova o Venezia. Ed ecco che Augusta, previsto come “core” dall’Unione europea e sulla rotta più breve dal Canale di Suez, da dove escono le navi portacontainer in arrivo dall’Asia, viene ignorata di nuovo a favore di due porti del nord a migliaia di chilometri di distanza.

L’esclusione della Sicilia dalla Via della Seta conferma, qualora ce ne fosse il bisogno, che la Sicilia è stata trattata da questo governo sempre come la periferia dell’impero, di cui ricordarsi solo per le le tasse, le passerelle e le finte inaugurazioni in prossimità di una scadenza elettorale. E tutto questo con la complicità di un esecutivo regionale senza nerbo e senza nessuna autorevolezza che ha permesso a Renzi, prima, ed ora a Gentiloni, di relegalare la nostra isola al rango di colonia, ignorando, la sua pozione strategica al centro del Mediterraneo – così i deputati del M5S all’Ars – avrebbe dovuto appuntarsi su Augusta per la sua indiscussa posizione strategica. Se questo non è avvenuto ci saranno motivazioni profonde che noi sconosciamo. Speriamo soltanto che alla base di queste non ci sia quella che vede una amministrazione 5stelle alla guida di quella città”.

Il governatore Rosario Crocetta intanto scriverà una lettera ufficiale al premier affinché il porto “core” europeo di Augusta venga incluso nella lista di quelli che interessano la Cina per la Via della Seta marittima, perché ignorarlo sarebbe un grave errore mentre la presidente di Assoporto Augusta, Marina Noè, entra nel merito delle polemiche nate dopo le dichiarazioni del Premier Gentiloni, che da Pechino ha parlato di potenziamento dei porti di Trieste, Genova e Venezia su cui trasferire la grande navigazione e non comprendento l’esclusione dell’approdo megarese attacca: “Se la riforma della portualità realizzata dal Governo italiano ha motivo di esistere, è proprio per valorizzare le peculiarietà e potenzialità dei singoli porti. Non si spiega pertanto come mai il Governo italiano, che ha dichiarato in più occasioni di voler avviare un progetto reale per il rilancio del Sud, quando ha una reale possibilità di mettere in pratica i suoi propositi sembra non farlo e sceglie, al posto di Augusta, un porto del Nord senza un’oggettiva giustificazione. Crediamo, inoltre, che l’inserimento del porto di Augusta nella “Via della Seta,” oltre che spettare di diritto, rappresenterebbe anche un segnale forte del Governo e un’occasione di ristoro per il porto megarese, che dal 2013 è il primo punto di sbarco in Italia per le migliaia di migranti che arrivano dopo essere stati soccorsi nel Mediterraneo, con le inevitabili conseguenze per l’operatività del porto che deve fare i conti con la presenza di una tendopoli permanente per la prima accoglienza, allestita già nel 2013 sulle banchine. Siamo certi che il presidente dell’Autorità di Sistema del Mare di Sicilia Orientale, Andrea Annunziata farà sentire forte la sua voce per l’interesse che Augusta ha nei confronti di questa ipotesi di movimentazione delle merci dalla Cina ai porti italiani“.

(Foto  dal blog zonageografia.deascuola.it)


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