Esso di Augusta contro il nuovo piano regionale di qualità dell’aria: chiesto l’annullamento

Per i legali del colosso petrolifero vi sarebbero atti giudicati "gravemente e immediatamente lesivi della propria posizione, oltre che palesemente illegittimi"

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Non sarebbe coerente con le Bat, penalizzerebbe soltanto i grossi impianti industriali e avrebbe dei profili di illegittimità. Per questi motivi la Esso di Augusta ha presentato ricorso al Tar di Palermo per annullare il nuovo piano regionale di qualità dell’aria. Se il vecchio piano regionale di qualità dell’aria era stato impugnato perchè ritenuto copiato in buona parte da quello della regione Veneto (a sua volta giudicato insufficiente dalla Commissione europea), anche il nuovo piano regionale sembra non partire con il piede giusto. Almeno secondo la Esso di Augusta.

Il colosso industriale che ha uno stabilimento nel comune megarese (prossimo a essere ceduto agli algerini della Sonatrach) ha infatti presentato ricorso al Tar di Palermo per ottenere l’annullamento del nuovo piano. Un ricorso presentato contro la Regione, Libero consorzio di Siracusa, Arpa Sicilia e comuni di Augusta e Melilli. I legali dell’impianto di raffinazione, affermando che Esso, per ottenere le Aia (autorizzazioni integrate ambientali) e per rispettare i rilievi della Procura, ha già avviato ed effettuato “approfonditi monitoraggi sulle emissioni della raffineria, i cui risultati, condivisi dalla stessa Procura nell’ambito del procedimento penale, hanno dato atto di una effettiva importante riduzione delle emissioni di Cov, e più in generale delle emissioni diffuse.”

Un adeguamento alle Bat (le migliori tecnologie disponibili, così come richiesto in sede di rinnovo Aia) che ha comportato e comporterà per l’azienda un impegno economico di circa 200 milioni di euro. Il nuovo piano regionale di qualità dell’aria è stato predisposto durante il rinnovo Aia. Ma per i legali del colosso industriale “irragionevolmente gravose a carico di (pochi) impianti industriali. Le restanti misure, ossia quelle a carico degli enti pubblici sono di natura meramente programmatica, rimettendo di fatto ai soli (pochi) soggetti privati destinatari delle misure tutti gli oneri derivanti dal Piano. Il tutto peraltro senza che sia dimostrata nè la necessità (e i relativi presupposti) né l’efficacia delle misure proposte (e la loro proporzionalità e sostenibilità)“.

Insomma per Esso “nulla questio” sul fatto che le misure previste nel nuovo Piano di qualità dell’aria contengano importanti riduzioni delle emissioni dei soli grandi impianti industriali, ma sul fatto che tali misure siano in coerenza con le Bat, “risulta assai più opinabile”. Da qui la decisione di adire le vie legali contro atti giudicati “gravemente e immediatamente lesivi della propria posizione, oltre che palesemente illegittimi


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