Augusta come Roma, ma senza Tar. Dietrofront del sindaco dopo la nota del Prefetto: revocato il divieto dei botti di Capodanno

L'ordinanza urgente firmata del sindaco ha una valenza ben diversa da quella prevista per fermare i botti di Capodanno - e, comunque, i consumatori sono tutelati sulla qualità dei prodotti con tanto di marchio CE - pertanto ulteriori divieti di uso di prodotti pirotecnici non possono essere stabiliti dal sindaco ma solo dalla normativa di settore

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Ieri il no a petardi, articoli pirotecnici e fuochi d’artificio di qualunque genere in tutte le aree pubbliche, oggi la revoca dell’ordinanza sindacale contingibile e urgente. Stavolta però, differentemente da quanto accaduto a Roma dove il Tribunale amministrativo aveva sospeso il provvedimento perché “non sorretto da un’idonea istruttoria né da una sufficiente motivazione”, il sindaco  5 Stelle Cettina Di Pietro è stata fermata dal prefetto.

Dopo la trasmissione dell’ordinanza al prefetto, da piazza Archimede è giunta una nota con cui si rappresenta tra l’altro che “il potere sindacale di ordinanza – si legge – non può avere valenza creativa ma deve limitarsi a prefigurare misure che assicurino il rispettodi norme ordinarie volte a tutelare l’ordinanata convivenza civile, tutte le volte in cui dalla loro violazione possono derivare pericoli per la sicurezza pubblica. Si osserva che la natura innovativa di tali ordinanze, che pongono limiti quasi assoluti all’impiego di tutte le tipologie di articoli pirotecnici, incida sulla vigente disciplina legislativa in materia, nonostante dalle ordinanze non emergano situazioni di contingibilità e urgenza“.

L’ordinanza urgente firmata del sindaco, quindi, ha una valenza ben diversa da quella prevista per fermare i botti di Capodanno perché “l‘uso dei fuochi pirotecnici si verifica ogni anno durante le festività natalizie, pertanto non è una circostanza che si pone fuori dall’ordinato e prevedibile svolgersi degli eventi, che è condizione necessaria per giustificare l’utilizzo del provvedimento extra ordinem“. E, comunque, i consumatori sono tutelati sulla qualità dei prodotti con tanto di marchio CE – pertanto ulteriori divieti di uso di prodotti pirotecnici non possono essere stabiliti dal sindaco ma solo dalla normativa di settore.

A questo punto, però, essendo la nota prefettizia inviata a tutti i Comuni del Siracusano, si intende revocata anche l’ordinanza dei Comuni di Pachino e Portopalo che allo stesso modo avevano adottato provvedimenti a tutela della salute pubblica e del territorio stesso. Il sindaco Roberto Bruno ha accolto con stupore la notizia e, pur non condividendola, ha deciso di prendere atto della comunicazione.


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