Augusta e il suo grande affetto per Marcello Giordani: aperta la camera ardente

Tantissimi gli augustani che oggi, già dalle 10, si sono messi in fila per entrare al Comune di piazza Duomo e lasciare un ricordo del grande artista stromcato ieri da un infarto

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di Cettina Saraceno

Incredulità, sgomento, dolore. E affetto. Tanto, tantissimo verso un suo figlio illustre e generoso. Così si è svegliata stamattina Augusta dopo la tragica notizia della scomparsa, prematura e improvvisa, di Marcello Guagliardo-Giordani, stroncato ieri pomeriggio a 56 anni nella sua casa da un infarto fulminante. Tantissimi gli augustani che oggi, già dalle 10, si sono messi in fila per entrare al Comune di piazza Duomo dove, nel salone più bello, è stata allestita la camera ardente che rimarrà aperta fino a domani alle 10. E quando il tenore è arrivato nell’aria è risuonata ancora una volta la sua voce e il celeberrimo “Nessun dorma” della Turandot di Puccini, con quel possente “Vincerò” finale, che ha messo i brividi a chi lo stava aspettando. Poi la bara è stata salita su ed è stata posizionata al centro del salone Rocco Chinnici con accanto una delle sua foto più belle.

“Caro Marcello la tua aria, la tua musica i tuo do di petto segneranno per sempre la musica. L’Onnipotente potrà compiacersene”. “A nulla serviranno le parole scritte, il tuo ricordo sarà sempre un grande regalo per Augusta”. “Semplicemente grazie”. Il tuo sorriso sempre pronto a donare. Sei uno di noi. Grande maestro dell’arte e della vita”. Sono questi solo alcuni dei messaggi toccanti che gli augustani di ogni età hanno voluto lasciare per iscritto nella camera ardente stringendosi al dolore, indicibile, della moglie Wilma, straziata, che ha accolto tutti con un abbraccio, ai due figli Michele e Gerry e ad altri parenti più stretti.

La camera ardente rimarrà aperta fino a domani alle 10 per dare la possibilità a tutti di portare un saluto ad un artista che aveva festeggiato quasi trenta cinque  di una carriera iniziata nel lontano 1986, quando vinse il concorso di Spoleto e il debutto con Rigoletto al Festival di Spoleto in Italia a cui aveva fatto seguito la prima volta al Teatro alla Scala di Milano come Rodolfo in “La Bohème” nel 1988 e al Metropolitan di New York come Nemorino in “L’elisir d’amore” nel 1993. L’anno scorso era stato insignito del prestigioso “Pavarotti d’oro con la seguente motivazione che riassume quello che era come artista: “La sua grande preparazione tecnica e musicale gli permette di coprire un vasto repertorio che va dal bel canto di Bellini, Donizetti e Rossini, ed il lirismo del repertorio operistico francese, alle opere di Puccini e Verdi e più recentemente al verismo italiano con “Cavalleria rusticana” e “I pagliacci”. All’Arena di Verona debutta nel 1991 come Duca di Mantova in “Rigoletto” con Leo Nucci. Fra le più recenti interpretazioni il suo debutto come Paolo il Bello in una ripresa di “Francesca da Rimini” di Zandonai al Metropolitan, il “Faust” nell’opera omonima di Gournod, Radames in “Aida” a Vienna e Calaf in “Turandot” al Teatro dell’Opera di Roma”.

Ma Marcello non era solo l’amante del bel canto, dalla voce possente e unica, era anche un uomo buono e dal cuore grande. Su Facebook Cristina Ferrari ha ricordato “la sua generosità “verso i giovani cantanti che hai sempre aiutato con la tua Fondazione e il tuo concorso”, “Incontrarti mi ha fatto credere in me stessa – ha commentato Monica Delli Carri- Ho iniziato a pensare seriamente al canto grazie a te Marcello, ai tuoi insegnamenti, al tuo esempio e alla tua passione. Non ti sarò mai abbastanza grata”. “Sei stato un grande maestro, un grande amico, un padre di famiglia. Mi hai prestato la tua casa a New York, mi hai dato la possibilità di crescere vocalmente e mentalmente Grazie alla tua borsa di studio, che mi ha permesso di studiare con uno degli insegnanti più importanti Non ti dimenticherò mai e non dimenticherò mai quello che hai fatto per me– ha aggiunto Daniele Lo Piccolo. “Grazie Marcello per aver deliziato l’edizione del Pavarotti D’Oro, anche la tua voce era d’oro e adesso, in compagnia anche di Pavarotti, allieterete gli angeli del paradiso eternamente”- ha scritto Dina Borghi

Da qualche anno aveva deciso di portare la lirica in piazza e avvicinare quanta più gente possibile al bel canto così aveva “regalato” con la sua accademia Yap delle memorabili serate estive di altissimo livello, con cantanti internazionali, un grande impegno che ogni estate si aspettava con ansia. L’ultima era stata la “Tosca” il 27 luglio scorso in piazza Duomo.

Un artista conosciutissimo nel mondo internazionale della lirica come testimoniano i tantissimi messaggi di cordogli arrivati già ieri sui social. “Stasera sono sconvolta. – scrive Brigitte Maroillat- Il mio caro amico, il tenore Marcello Giordani, che mi ha aperto tante porte in Europa e a New York, è morto. E ‘ una parte di me che si muore. Lo sto piangendo”. E ancora Badiene Magaziner: “non dimenticherò mai la prima volta che l’ho sentito a San Francisco a Boheme nel 1993/” mentre Ellie Caulkins ha riportato alla memoria il “bellissimo ricordo del suo Cavaradossi all’inaugurazione del Teatro Nazionale di Pechino (con Yalun Zhang). Che perdita”.

Profondo cordoglio anche dai sindaci di Siracusa Francesco Italia, di Priolo, Pippo Gianni e di Melilli Giuseppe Carta. In segno di lutto non si terrà oggi l’evento “Volontari in festa” prevista in piazza Duomo nel pomeriggiom nè domani mattina si svolgerà la conferenza dei servizi sulle Politiche sociali, che avrebbe dovuto avere luogo nell’ auditorium comunale “Amato”. Spostata a data da destinarsi anche l’assemblea a palazzo San Biagio del Comitato stop veleni. I funerali saranno celebrati domani, alle 16, in Chiesa Madre. Per domani il sindaco Cettina Di Pietro ha indetto il lutto cittadino.


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