Augusta, Un “Giardino della memoria” all’interno del presepe vivente di Monte Tauro per ricordare le 700 vittime del naufragio

Nei giorni scorsi, inoltre, il Comitato ha reiterato la richiesta che il relitto del barcone possa rimanere ad Augusta per creare il “Giardino della memoria”, per non dimenticare quel tragico evento e alimentare attorno ad esso anche un percorso di conoscenza della migrazione e di accoglienza, come quella mostrata da Augusta già dall’ottobre 2013 in occasione dell’operazione “Mare nostrum” e che tuttora si continua a svolgere in occasione degli arrivi di migliaia migranti al porto commerciale, primo punto di sbarco di migranti in Europa

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Un timone, un salvagente, una immagine del barcone naufragato al largo della Libia il 18 aprile 2015 con all’interno almeno 700 morti, recuperato mesi fa al pontile “Nato” della Marina militare di Augusta.

Così, in occasione del Natale 2016 appena trascorso, il “Comitato 18 aprile” ha voluto ricordare le vittime del mare dedicando loro un angolo del Presepe vivente allestito nella chiesetta all’aperto di Monte Tauro lo scorso 26 e 27 dicembre, a cura della parrocchia di San Giuseppe Innografo e che sarà possibile visitare anche il 5 e 6 gennaio 2017 a partire dalle 18. Giunto alla nona edizione il presepe è stato realizzato grazie alla collaborazione di numerosi volontari e ad una settantina di comparse che hanno riprodotto la vita a Betlemme ai tempi della nascita di Gesù bambino ed è stato visitato da decine di persone che all’uscita, nell’ultimo tratto del percorso creato ad hoc, proprio nel punto in cui potrebbe essere collocato il relitto del barcone, hanno potuto osservare l’immagine del relitto e il piccolo “giardino della memoria” allestito per l’occasione. “Citando le parole di Giovanni Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11) anche a Natale abbiamo voluto non dimenticare questi nostri fratelli che non sono riusciti a superare il viaggio della speranza, ma anche i tanti che come profughi o rifugiati, cercano asilo e aiuto“, ha commentato padre Giuseppe Mazzotta, parroco della chiesa di san Giuseppe Innografo, tra gli ideatori del Comitato.

Nei giorni scorsi, inoltre, il Comitato ha reiterato la richiesta che il relitto del barcone possa rimanere ad Augusta per creare il “Giardino della memoria”, per non dimenticare quel tragico evento e alimentare attorno ad esso anche un percorso di conoscenza della migrazione e di accoglienza, come quella mostrata da Augusta già dall’ottobre 2013 in occasione dell’operazione “Mare nostrum” e che tuttora si continua a svolgere in occasione degli arrivi di migliaia migranti al porto commerciale, primo punto di sbarco di migranti in Europa.

Dopo la prima missiva inviata ad agosto scorso ai vertici del governo nazionale abbiamo ripresentato la richiesta al nuovo Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e al nuovo ministro dell’Interno, Marco Minniti, perchè continuiamo a ritenere importante che il relitto del peschereccio, che ci risulta sia ancora ospitato all’interno della base della Marina Militare, al pontile Nato nel porto di Augusta, non sia né demolito né trasferito altrove, ma sia collocato all’interno dell’ex chiesa all’aperto di Monte Tauro dove intendiamo realizzare, seguendo l’esempio di Lampedusa, un “Giardino della Memoria” a loro dedicato – ha detto Cettina Saraceno, portavoce del comitato – Ringraziamo, inoltre, il prefetto di Siracusa, Armando Gradone che ha definito apprezzabile l’idea di voler valorizzare Augusta facendole conservare uno strumento-simbolo di questa grande tragedia della migrazione e che si è dichiarato molto favorevole che si possa tenere ad Augusta il relitto a futura memoria, soprattutto come simbolo del grande lavoro che la città ha fatto e sta continuando a fare con i migranti che arrivano al porto di Augusta”.

La proposta è, inoltre, già stata condivisa anche dal sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro che lo scorso 2 novembre ha inviato una formale richiesta al Governo, sottolineando come “istituire questo monumento, simbolo alla memoria, ad Augusta rappresenterebbe un grande gesto di civiltà e solidarietà per tutta la comunità megarese e per la città che, ad oggi, è il porto in Europa di maggiore approdo delle navi dei soccorsi, con oltre 25 mila migranti arrivati dal primo gennaio di quest’anno ad oggi. E rappresenterebbe, altresì, il giusto riconoscimento a questa città che tanto sta offrendo da tre anni”.


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