Augusta, Vietato far esplodere petardi, articoli pirotecnici e fuochi d’artificio a Capodanno in tutte le aree pubbliche

Nelle aree private l'utilizzo è ammesso se non produce conseguenze di qualsiasi genere o natura che si ripercuotano negli spazi comunali e quindi bisogna usare tutte le precauzioni evitando il lancio dei fuochi d'artificio

Lentini, Il Movimento 5 Stelle chiede al sindaco un'ordinanza per dire "No ai botti di Capodanno"

Augusta dice no ai botti a Capodanno. Il sindaco Di Pietro ha firmato un’ordinanza con cui vieta di far esplodere petardi, articoli pirotecnici e fuochi d’artificio di qualunque genere in tutte le aree pubbliche, anche nel corso delle manifestazioni autorizzate o in casi di assembramento spontaneo, dalla, dalla mezzanotte del 31 dicembre alla mezzanotte del 6 gennaio.

Nelle aree private l’utilizzo è ammesso se non produce conseguenze di qualsiasi genere o natura che si ripercuotano negli spazi comunali e quindi bisogna usare tutte le precauzioni evitando il lancio dei fuochi d’artificio. L’ordinanza, contingibile e urgente, è stata firmata dalla prima cittadina a 5 Stelle per contrastare i rischi derivanti dall’uso di articoli pirotecnici e fuochi d’artificio di qualunque genere nel corso delle manifestazioni autorizzate e degli assembramenti spontanei nel territorio comunale in concomitanza con i festeggiamenti del nuovo anno.

Le violazioni al provvedimento – trasmesso anche al prefetto – saranno oggetto all’applicazione della sanzione amministrativa che va da 25 a 500 euro.

L’ordinanza con la quale il sindaco di Roma, Virginia Raggi, vietava i botti di Capodanno, è stato sospeso dal Tar perché “non sorretto da un’idonea istruttoria né da una sufficiente motivazione“, considerato che nella Capitale dal 29 dicembre e fino alle 24.00 del primo gennaio era stato disposto il divieto assoluto “di usare materiale esplodente, utilizzare fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici e in genere artifici contenenti miscele detonanti ed esplodenti“.  Il Tar ha considerato che “il provvedimento impugnato, nella sommaria delibazione propria della presente sede cautelare, non appare sorretto da un’idonea istruttoria né, tantomeno, da una sufficiente motivazione, tenuto in particolare conto che trattasi di un’ordinanza contingibile ed urgente che inibisce l’uso di qualsivoglia tipologia di materiale esplodente, per giunta sull’intero territorio comunale“. Resta intatta la battaglia di civiltà per sensibilizzare i cittadini rispetto ad abitudini che possono provocare conseguenze alla salute di persone e animali.


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