Biomonitoraggio: I Risultati In Un Workshop Della Provincia Di Siracusa

Vanadio e nichel, ma anche piombo, rame e zinco in elevate quantità superiori alla media nazionale.
Sono gli elementi in traccia (metalli) riscontrabili nelle zone industriali siracusane in seguito alle operazioni di biomonitoraggio nell’area ad elevato rischio di crisi ambientale di Siracusa su cui stamattina si è discusso nel corso del workshop organizzato dall’Ufficio speciale “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale”, dalla Provincia Regionale di Siracusa e dal consorzio CUTGANA dell’Università degli studi di Catania dal tema “Biomonitoraggio nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale”.

“E stata effettuata una gara per l’affidamento del monitoraggio dell’aria e dell’ambiente di tutta l’area siracusana ed in particolar modo quella della zona industriale che tramite gli impianti provinciali” – ha detto l’assessore all’ambiente Vincenzo Reale all’apertura dei lavori – “confluiscono in Prefettura dove costantemente vengono analizzati”.

Il direttore dell’Ufficio speciale “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale”, Antonino Cuspilici, invece, ha annunciato che in “tempi brevi saranno resi noti i risultati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità sullo stato dell’ambiente del territorio siracusano e della salute della popolazione dell’area a rischio”.
Ma Cuspilici ha anche posto l’accento “sul maggiore coinvolgimento della popolazione delle aree a rischio sulle problematiche ambientali grazie anche ai forum di Agenda 21 da cui sono venute fuori richieste e indicazioni ben precise sulla questione – e ha aggiunto – l’Ufficio speciale AERCA si è impegnato a cofinanziare la certificazione ambientale delle piccole e medie imprese delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale”.

L’area siracusana è ricchissima di aree protette tra grotte di natura carsica e l’area delle saline o del fiume Ciane tutte da scoprire e che rappresentano ad oggi aree ancora vergini per il biomonitoraggio. Dove si possono realizzare “itinerari ecoturistici e scolastici che comprendano le numerose aree protette siracusane e l’area industriale è l’invito lanciato da Angelo Messina, ordinario di Zoologia e delegato del rettore dell’Università di Catania per i “Rapporti con le istituzioni per la valorizzazione delle aree protette”.

Roberto Cenci della Commissione europea si è soffermato sulle tecniche del biomonitoraggio che poggiano “sull’approccio multidisciplinare legato a studi chimici, fisici e biologici e a quello metodologico basato sulla rete Lucas per il campionamento e il trattamento dei campioni”.

In chiusura è intervenuto Fulvio Frisone del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania sui risultati teorici basati sulla Qad-Qcd in biologia molecolare che analizzano e rivelano le frequenze delle deformazioni cellulari.
 


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