Qui Cantiere Siracusa, “compatti all’opposizione” e pronti a sfiduciare la presidente del Consiglio comunale

Il movimento politico prepara i botti di inizio anno, senza tirare per la giacchetta la maggioranza ma facendo sentire il proprio peso in aula, con l'ambizione, nemmeno troppo nascosta di preparare il primo ribaltone: quello della presidenza del Consiglio comunale

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Compatti in un’opposizione di centrodestra compatta. Cantiere Siracusa traccia il bilancio dei primi sei mesi di attività amministrativa e, seppur non ufficialmente lancia la possibilità di sfiduciare la presidente del Consiglio comunale. Sembra infatti che il movimento civico sia insoddisfatto della gestione dell’aula del presidente Moena Scala (M5S) e stia valutando l’ipotesi di presentare una mozione di sfiducia che dovrebbe essere sottoscritta e approvata da tutte le forze di opposizione e che potrebbe trovare sponda anche in qualche consigliere di maggioranza.

Una sponda già trovata in fase di approvazione di alcuni atti in Consiglio comunale, approvati all’unanimità e che potrebbe essere rafforzata dai tanti “malumori” in seno ai gruppi consiliari in vista di un possibile rimpasto in Giunta. Ma per sfiduciare la Scala, servirebbe il consenso dei due-terzi dell’aula, vale a dire 24 voti a favore. Un risultato difficile da raggiungere dato che i consiglieri in quota Italia sono 9, cui si dovrebbero aggiungere i 5 voti (incluso quello della stessa Scala) del Movimento 5 Stelle, che prima però dovrà risolvere le proprie fratture interne. Il gruppo consiliare pentastellato, come dimostrato sia in fase di approvazione del bilancio, sia nell’ultima seduta sui rilievi della Corte dei conti, è palesemente spaccato: da una parte Moena Scala, Chiara Ficara e Francesco Burgio, dall’altra Silvia Russoniello e Roberto Trigilio.

Noi – afferma Pippo Impallomeni – come dimostrato durante la tardiva approvazione del bilancio, siamo e resteremo compatti all’opposizione. È bene precisare che per noi non esistono nemici politici ma avversari politici, quindi se l’amministrazione dovesse chiedere il nostro aiuto valuteremo l’ipotesi, ma sempre nel rispetto dei ruoli.” Impallomeni, nonostante una parziale apertura alle proposte, non risparmia una pesante staffilata alla Giunta Italia. “Il sindaco – prosegue- tolti un paio di elementi, si è scelto dei compagni di viaggio scadenti. Persone che anche in passato hanno riscosso il non successo elettorale e che lo stanno riportando nell’attuale Giunta“.

La capogruppo, Chiara Catera, pone invece l’accento sugli atti portati avanti in aula, non ultimi gli emendamenti al bilancio. “Nonostante il grave ritardo con cui è stato portato in assise – afferma la Catera – siamo stati abili nel riuscire a spostare somme, anche importanti, a sostegno delle cooperative oggi escluse dal servizio di igiene urbana e dalla manutenzione dei bus navetta o l’accensione di un mutuo di oltre un milione di euro per edilizia scolastica, asili nido e cimitero. Tutti provvedimenti studiati per tempo e che hanno trovato l’ampio consenso del Consiglio”.

Proprio sulla situazione politica all’interno dell’aula Vittorini si sofferma l’analisi di Sergio Bonafede che ha constatato come al momento siano le forze di opposizione a portare avanti l’agenda politico- amministrativa. “Qualcuno in aula – ha detto – durante l’ultimo Consiglio comunale si chiedeva se fosse giusto il fatto che un sindaco, pur vincendo le elezioni, non abbia la possibilità di poter stabilire il programma elettorale vista l’assenza della maggioranza in aula. È chiaro che nell’assise sia vigente la legge dei numeri, ma non è una questione di forza. In questa consiliatura è l’opposizione a stabilire quali atti portare avanti o meno per il bene cittadino, perchè a nostro avviso non conta lo schieramento, ma la proposta“. Insomma, Cantiere Siracusa prepara i botti di inizio anno, senza tirare per la giacchetta la maggioranza ma facendo sentire il proprio peso in aula, con l’ambizione, nemmeno troppo nascosta di preparare il primo ribaltone: quello della presidenza del Consiglio comunale. Il tutto in attesa di giugno, quando il Tar di Catania entrerà nel merito del ricorso presentato da Ezechia Paolo Reale.


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