Carovana per la giustizia. Oggi il partito Radicale nelle carceri di Siracusa e Augusta, quest’ultimo “diretto da un direttore bravissimo”

La Carovana per la Giustizia del Partito Radicale oggi ha raccolto nel carcere di Siracusa 348 sottoscrizioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere tra pm e giudici, promossa dall'Unione delle Camere Penali. Invece 100 sono state le firme raccolte nel carcere di Augusta

La Carovana per la Giustizia, da 10 giorni in Sicilia, ha raggiunto ieri un importante traguardo: 2.000 firme alla proposta di legge per la separazione delle carriere tra pm e giudici, promossa dall’Unione delle Camere Penali. Oggi militanti e dirigenti del Partito Radicale sono entrati nelle carceri di Siracusa e Augusta dalle 10 per proseguire la raccolte delle sottoscrizioni, insieme ai penalisti delle Camere Penali locali e alle 19 dibattito con il giornalista Massimo Bordin con, tra gli altri, il Presidente della Camera Penale Giuseppe Cristiano e l’avvocato Paolo Reale. Domani i carovanieri saranno a Catania.

Gli obiettivi della Carovanaxlagiustizia sono: raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati; amnistia e indulto, premessa indispensabile per una Giustizia giusta; superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo; approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento Penitenziario; 3.000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella.

La Carovana per la Giustizia del Partito Radicale oggi ha raccolto nel carcere di Siracusa 348 sottoscrizioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere tra pm e giudici, promossa dall’Unione delle Camere Penali. Invece 100 sono state le firme raccolte nel carcere di Augusta. Al termine della visita nell’istituto megarese di pena Rita Bernardini ha dichiarato: “questo carcere è diretto da un direttore bravissimo, Antonio Gelardi. È vero che la Sicilia è l’ultima regione che ha messo in atto il passaggio della gestione sanitaria dal Ministero di Giustizia alle regioni e Asl territoriali ma la situazione è critica. Io personalmente ho assistito oggi a una crisi epilettica fortissima di un ragazzo: era tenuto da 5 persone che hanno fatto quello che potevano. Non dovrebbe stare qui, lui come altri. Necessaria è la medicina preventiva che possa evitare che si arrivi per alcune malattie all’ultimo stadio. Qui inoltre ci sono seri problemi con la magistratura di sorveglianza: non voglio entrare nel merito del comportamento dei singoli magistrati però è  lo stesso direttore a dirci che vengono nel carcere pochissimo, a differenza di quello che prevede l’ordinamento penitenziario. Poi ci sono le responsabilità della Regione: da due anni sono stati sospesi tutti i corsi professionali per i reclusi; si è passati da un eccesso di corsi che servivano solo ad arricchire i formatori a zero corsi. Questo è un carcere dal quale ci sono arrivati i primi bollettini con cui i detenuti a rate si sono iscritti al Partito radicale. Mi auguro che l’amministrazione penitenziaria abbia la massima attenzione: io ho raccolto le istanze di diverse persone che chiedono di avvicinarsi alla proprie famiglie, di altre con problemi sanitari, e che saranno trasmesse alle autorità competenti“.


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