Cattiva qualità dell’aria a Priolo, dati nella norma ma il sindaco chiama a rapporto Confindustria

Tante le segnalazioni pervenute. La cattiva qualità dell'aria è stata dettata dalla presenza in atmosfera di idrocarburi non metanici e di H2s

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Ancora una giornata di molestie olfattive per i cittadini di Priolo Gargallo che da stamattina, a più riprese, hanno segnalato all’amministrazione comunale la cattiva qualità dell’aria. I miasmi sono stati dettati da una concentrazione elevata di H2s e di idrocarburi in atmosfera. Cifre che non hanno toccato picchi eccessivamente elevati, come accaduto durante altri fenomeni di scarsa qualità dell’aria ma che, complice il vento da sud est, hanno reso irrespirabile l’aria nel comune industriale.

Il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, ha chiesto l’intervento di Protezione Civile e di Arpa, con quest’ultima che si è attivata a effettuare alcuni prelievi con il canister, informando al contempo la Prefettura. Ma non solo, perché il primo cittadino, stanco dei ripetuti fenomeni di cattiva qualità dell’aria, ha convocato per domani i vertici di Confindustria. “Quello che è accaduto in questi giorni e che purtroppo accade troppo spesso – ha detto il sindaco, facendo anche riferimento ad altri episodi, causati da un fuori servizio di Sonatrach – non deve più ripetersi e per questo la salute e l’ambiente sono diventati il punto centrale della mia attività politico-amministrativa”.

Sulla vicenda e sulle segnalazioni di stamattina è intervenuto anche il deputato regionale all’Ars del Movimento 5 Stelle, Giorgio Pasqua. “Mi è stato riferito che i persistenti odori molesti a loro risultano nella norma, ancorché forti – afferma il deputato -. La Protezione Civile di Priolo Gargallo ha prontamente avviato le procedure di comunicazione e controllo di competenza. Purtroppo dovrà passare almeno una settimana per sapere cosa i priolesi hanno dovuto respirare in queste ore, cioè solo quando Arpa avrà analizzato i campioni di aria inviati dalla protezione civile. È assurdo che non si possa sapere subito cosa ammorba l’aria, tenendo in un costante stato d’ansia la popolazione, quando invece potremmo sapere immediatamente non solo cosa si sta respirando, ma anche quanto e dove è stato liberato nell’atmosfera. Basterebbe istituire il Simage, il sistema integrato per il monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze, previsto dal mio ddl fermo all’Ars, in commissione Bilancio. La buona qualità dell’aria è un bene troppo prezioso per non intervenire subito e i miei colleghi all’Ars ne devono tenere assolutamente conto, contribuendo ad accelerare l’approvazione della legge che ho depositato“.

Un Ddl che potenzierebbe le armi a disposizione degli enti di controllo, almeno dal punto di vista strumentale, ma in realtà è già possibile sapere almeno che cosa è stato immesso in atmosfera. Priolo, infatti, si è già dotata dell’Airsense, laboratorio mobile di monitoraggio in continuo della qualità dell’aria in possesso al Libero Consorzio e da mesi installato su richiesta dell’esperto sulle tematiche ambientali del Comune, Giuseppe Raimondo. Un altro sistema, che potrebbe arrivare a breve, è l’Ecomanager: un dispositivo che attinge da un database di proprietà della Provincia e tramite un’interfaccia grafica consente la fruibilità dei dati sulla qualità dell’aria 24 ore al giorno. Lo strumento, già in possesso della Provincia e dell’Arpa e del Comune di Siracusa, potrebbe arrivare anche a Priolo.

Ma la battaglia sulla qualità dell’aria è ben più complessa. Il 28 novembre il Tar di Palermo si esprimerà sul ricorso presentato dalle aziende del petrolchimico contro il nuovo Piano regionale di qualità dell’aria (che credono molto nella possibilità di vittoria), e in caso di annullamento la Regione tornerebbe all’anno 0, così come sarebbe importante che la politica porti avanti la battaglia su un censimento puntuale e su limiti precisi per alcuni inquinanti come gli idrocarburi non metanici. I protagonisti di gran parte dei fenomeni di cattiva qualità dell’aria come quello di stamattina a Priolo.


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