Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Portopalo Mirarchi e due dipendenti comunali

Coinvolti anche la moglie dell'ex sindaco e il tecnico dei due, che avrebbe omesso l'esistenza di edifici, piscina e tettoia dichiarando solo la presenza di un edificio principale di 155 mq (sanato) e una veranda di 83 mq

La Procura di Siracusa ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Portopalo Giuseppe Ferdinando Mirarchi e due dipendenti comunali. La Pm Francesca Eva, oltre all’ex primo cittadino, ha chiesto il processo per altre 4 persone: la moglie Concettina Scrofano, il tecnico Vincenzo Pitino, il dirigente dell’Ufficio tecnico Mario Poidomani e il dipendente Emanuele Marino. Dovranno rispondere di falsità ideologica (Mirarchi, Scrofano e Pitino) e tentato abuso d’ufficio (Poidomani e Marino). I primi tre perché quali committenti, istigatori e beneficiari dell’istanza presentata per ottenere la concessione di un edificio, all’interno del terreno dei coniugi Mirarchi, da adibire a deposito attrezzi avrebbero rappresentato una falsa rappresentazione dello stato dei luoghi.

Il tecnico dei due, avrebbe omesso l’esistenza di edifici, piscina e tettoia dichiarando solo la presenza di un edificio principale di 155 mq (sanato) e una veranda di 83 mq, confermato nell’istanza presentata dalla moglie dell’ex sindaco.

Poidomani e Marino, invece, secondo l’accusa avrebbero compiuto atti idonei all’emissione di un permesso di costruire illegittimo perché basato su fatti non corrispondenti al vero e in violazione del Piano regolatore tale da comportare un vantaggio patrimoniale.

L’udienza preliminare è stata fissata per il 29 gennaio prossimo davanti al Gip Andrea Migneco, il Comune di Portopalo è indicato persona offesa.


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