Consiglio comunale sul Siracusa calcio: tra piccole soluzioni, grandi problemi e imminenti scadenze

Centoventi minuti di seduta, una partita con tanto di supplementari in cui si è fatto il punto della situazione

Piccole soluzioni, grandi problemi e imminenti scadenze. Il Consiglio comunale ha trattato in seduta aperta la questione Siracusa calcio. Una convocazione alla presenza di tanti tifosi in cui però, purtroppo, si registra la totale assenza delle massime istituzioni dell’imprenditoria locale (seppur invitate) e della quasi totalità della deputazione regionale e nazionale (presente solo Cafeo). Centoventi minuti di Consiglio, una partita con tanto di supplementari in cui si è fatto il punto della situazione.

Una situazione difficile e già nota da tempo: servono circa 600 mila euro per il pagamento delle ultime tre mensilità e solo dopo si potrà procede all’iscrizione al prossimo campionato di Lega pro. Un impegno troppo oneroso per il solo presidente Alì che da qualche settimana è alla ricerca disperata di soci e sponsor. Le scadenze incombono, perché gli azzurri devono mettersi in regola con gli arretrati e presentare la domanda di iscrizione entro il 24 del mese, mentre entro il 17 si dovrà procedere quantomeno con un crono programma dei lavori di adeguamento del De Simone (altri 400 mila euro circa).

Questo, almeno per adesso, sembra essere un problema secondario. L’adunanza pubblica era stata richiesta dal consigliere e tifoso Gaetano Favara che con un accorato discorso ha ricordato come il salvataggio della squadra, oltre a essere la conservazione di un patrimonio cittadino, sia soprattutto “un messaggio sociale visto che tra le giovanili si contano più di 300 iscritti. Oggi ci abbiamo messo la faccia, per la prima volta nella storia si parla qui di Siracusa calcio e ne sono orgoglioso con tutti voi consiglieri perché diamo un senso di appartenenza”.

Ma essendo un Consiglio comunale, oltre al tifo era inevitabile che si parlasse anche di politica. E in quel senso va l’intervento di Castagnino che ha annunciato di voler presentare un emendamento al piano triennale delle opere pubbliche così da inserire somme corpose per il De Simone, affermando come lo stadio sia il biglietto da visita per la ricerca di soci o sponsor. Proposta condivisa da Reale che inoltre ha lanciato la proposta di una sottoscrizione in massa – a partire dai Consiglieri- di abbonamenti come “soci sostenitori”.

Cinquantacinque abbonamenti, per la precisione, che consentirebbero di oltrepassare l’ostacolo per l’iscrizione. Il leader di Progetto Siracusa ha inoltre chiesto al sindaco di valutare la possibilità con gli uffici che il Comune si faccia da garante per assicurare la famosa fideiussione da 350 mila euro. Dopo gli interventi di Costantino e Burgio è stato finalmente il turno dell’Ad del Siracusa, Nicola Santangelo.

Quest’ultimo ha reso nuovamente noti i problemi societari, senza nascondere gli errori di gestione commessi, ma affermando anche di non aver mai trovato dal giorno dell’insediamento a oggi, alcun sostegno dalla città: “siamo subentrati a Cutrufo il 14 luglio scorso con entusiasmo. Pensavamo di avere una città a supporto e ci aspettavamo sponsor superiori ai 45 mila euro incassati e degli appena 15 abbinamenti da socio sostenitore sottoscritti. Avevamo fatto studi e stime ma nulla di questo si è realizzato. Qualsiasi cosa necessaria è stata fatta con soldi del presidente. In più è vero che abbiamo preso una squadra iscritta ma è vero che siamo stati obbligati dalla lega a presentare una nuova fideiussione, uno sforzo in più che abbiamo sostenuto”.

Poi in risposta a Burgio che chiedeva come mai dopo appena un anno e dopo i proclami iniziali la società adesso volesse nuovi soci, Santangelo ha proseguito sciorinando numeri impietosi: “si spera sempre di avere una città alle spalle che ti sostenga anche economicamente, così da lavorare su tanti aspetti compreso il settore giovanile, ma tutto questo non c’è stato. Abbiamo avuto una media di 1.500 spettatori a partita di cui 650 abbonati. Ma i soldi degli abbonamenti erano stati usati per l’iscrizione dalla precedente gestione. In pratica per ogni partita spendevamo più di quanto incassavamo. Ci abbiamo rimesso circa 30 mila euro al netto degli abbonamenti. Spero che questo clima costruttivo prosegua anche dal 25 del mese, perché l’amministratore delegato passa, il presidente pure ma il Siracusa resta. Lo scorso anno sono stati spesi 2,2 milioni di euro. Spiace essere qui a parlare di questa situazione, speravo di essere già a programmare la prossima stagione, ma da soli non possiamo continuare. A oggi la situazione è nota. Ci sono 3 mensilità arretrate, c’è la fideiussione con paletti ristretti dalla Lega più dello scorso anno perché confidi e consorzi con meno di capitale sociale di 100 mila euro sono tagliati fuori. Ci sono contributi e rateizzi da pagare per un totale di 600 mila euro e a oggi di concreto non ho avuto nulla e a oggi non ci sono le condizioni per iscrivere la squadra”.

Insomma, un quadro tutt’altro che luminoso anche se l’aula, e il deputato regionale Cafeo (che ha chiesto a chi fino a oggi si è dimostrato disponibile di sposare la causa fin da subito e non solo dopo l’iscrizione della squadra) hanno mostrato unità di intenti e voglia di provare a trovare una soluzione.

Chiosa finale al sindaco Italia il quale ha detto a chiare lettere di essere riuscito a trovare piccole sponsorizzazioni “ma non abbastanza per iscrivere la squadra. Con gli assessori stiamo proseguendo con gli incontri e in settimana ne avrò altri, uno anche fuori Siracusa. Continueremo a fare di tutto, ma invito i tifosi a stare vicini alla squadra”.

Insomma, la partita in Consiglio si chiude con uno scialbo 0-0. Adesso negli ultimi 13 giorni si calceranno i rigori e resterà da capire se le porte resteranno inviolate o se, come tutti i presenti al Vermexio si augurano, si riesca a portare a casa la partita all’ultimo respiro.


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