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Covid e Siracusa. Secondo “round” su La7 con L’Arena di Giletti su DG Ficarra e sul caso Rizzuto

Ci si aspettava un nuovo attacco durissimo contro l’Asp di Siracusa ma la conferenza di Conte ha costretto Giletti a rivedere tempi e interventi a “Non è l’Arena”. La trasmissione di La 7 si è nuovamente occupata del caso Rizzuto e ha visto la presenza del figlio Audenzio, dell’onorevole Stefania Prestigiacomo e di Pietrangelo Buttafuoco. In apertura di servizio Giletti ha stigmatizzato il rifiuto del direttore generale dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, di voler replicare in diretta. E attorno alla vicenda è nato il mistero di una mail di replica che Ficarra anche durante la nostra diretta – ripresa in parte da La 7 – ha dichiarato di aver inviato ma di cui la trasmissione dice di non averne traccia. Si è tornato a parlare del caso di Calogero Rizzuto: dopo l’inchiesta aperta per “omicidio colposo” sulla morte del direttore del Parco archeologico di Siracusa, la Procura sta indagando anche su altri decessi per Coronavirus avvenuti in provincia, come testimonia la presenza dei Nas negli ospedali di Siracusa e Noto (e in direzione generale) due giorni fa. In studio la testimonianza del figlio Audenzio Rizzuto.

Se ne è discusso poi con Pietrangelo Buttafuoco, Stefania Prestigiacomo e “l’infermiere mascherato” Marco Salvo. Il servizio è iniziato con la domanda del direttore di Siracusanews, Giangiacomo Farina, al direttore generale Asp Salvatore Ficarra sulla partecipazione alla trasmissione. Ma già il dg Asp aveva sottolineato di non voler essere presente, dopo aver inviato una mail alla trasmissione.

 

Pubblicato da SiracusaNews.it su Domenica 26 aprile 2020

 

Febbre a 40 e saturazione a 91, avrebbero accertato i medici al pre triage in un documento letto da Giletti. Con Rizzuto che chiedeva di tornare a casa ma di essere assistito dopo 10 giorni senza cure. In collegamento, Stefania Prestigiacomo ha detto che al posto di Ficarra avrebbe accettato di essere intervistato, ma di comprendere la scelta del Direttore generale perchè “scottato” dalla puntata di Report, tagliata. Buttafuoco ha invece puntato il dito sull’ospedale Umberto I, struttura vecchia e obsoleta. Quindi è stato il turno di Marco Salvo, infermiere definito “fake news”, che ha confermato le denunce del video, ribadendo la promiscuità nei reparti e l’assenza dei Dpi. Il tutto prima dell’avvento del Covid team. Appuntamento quindi rimandato alla prossima settimana


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