Gestione “negligente” dell’Ias di Priolo Gargallo: ombre sull’impianto di depurazione industriale. Il sindaco Gianni giovedì in Procura

Parole di una gravità inaudita, spetterà a ex Provincia e Arpa a fornire ulteriori dettagli ma a questo punto si attendono novità anche dalla Procura di Siracusa

passerella-ias La passerella di Ias

“L’assenza di opportune autorizzazioni necessarie per un regolare esercizio dell’impianto sono testimonianza di una gestione negligente che mal si addice alle esigenze del territorio”. Non lascia spazio a interpretazioni la relazione firmata dai tecnici comunali per conto del sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni, sullo stato in cui si trova l’impianto di depurazione Ias.

E usano un termine – “negligente” – che potrebbe aprire le porte a un esposto in Procura contro la direzione della società. Anche perché l’analisi dell’impianto ha permesso di evidenziare alcuni aspetti ricorrenti di carenza e criticità che non garantiscono margini di sicurezza accettabili. Una relazione che potrebbe addirittura comportare la chiusura, parziale o totale, di Ias e mettere fortemente in difficoltà le raffinerie che vi scaricano. Dai controlli effettuati dal Comune di Priolo Gargallo, Arpa e Libero Consorzio comunale di Siracusa, infatti, è emerso che attualmente lo stesso è sprovvisto dell’autorizzazione allo scarico (scaduta nel 2014) e dell’autorizzazione alle emissioni relative alla linea fanghi.

Peraltro l’impianto di deodorizzazione autorizzato nel 2009 non è più attivo se non per il sistema di nebulizzazione e quindi non sufficiente a garantire livelli di vivibilità normali per la popolazione locale. Insomma, ecco uno dei motivi delle puzze. Ma l’analisi dello stato attuale degli impianti ha evidenziato una potenziale fonte di rischio per il territorio oltre che per le popolazioni: le strutture in calcestruzzo – secondo i tecnici del Comune che hanno firmato la relazione – necessitano di una manutenzione urgente perché corrose e il problema è diventato strutturale e aggravato dalla vicinanza del mare; le passerelle sono deteriorate e mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori, la stazione dell’acido solforico è degradata e priva di manutenzione.

Per i dirigenti del Comune infine e in sintesi, non è possibile stabilire se il depuratore depuri ancora. Parole forti, adesso spetterà a ex Provincia e Arpa fornire ulteriori dettagli ma a questo punto si attendono novità anche dalla Procura di Siracusa.

Oggi questa relazione è stata consegnata ai rappresentanti dei comuni di Melilli, Augusta, Solarino e Floridia che si sono riuniti questa mattina a Priolo (assente solo Siracusa, che si è detta comunque concorde a portare avanti una strategia d’insieme) per intraprendere un lavoro sinergico sulla questione ambientale e sulla salute. Il sindaco Gianni ha sottolineato l’importanza del tema sul depuratore Ias che, dopo il sopralluogo d’indagine sulle condizioni dell’impianto, appaiono ormai fatiscenti e non sufficienti. Durante l’incontro è stata nuovamente ribadita la grave mancanza alla richiesta, ormai decennale, di adeguamento dell’impianto che consiste nella copertura delle vasche e il prolungamento del tubo di scarico.

“Il piano di risanamento ambientale risale a 30 anni fa – le parole di Gianni – il piano ad oggi non ha mai visto la luce e ci ritroviamo dopo quasi 40 anni dalla costruzione del depuratore con un impianto decrepito e alterato. Non abbiamo più tempo e non voglio più attenderne altro, perché durante l’attesa ho dovuto assistere a un numero galoppante di malati di ogni età e di giovanissimi che hanno già perso la vita. L’obbligo morale mi spinge a prendere una posizione, in un’unica direzione, che voglio condividere con tutti i comuni”.

E proprio per questo motivo, in accordo con le altre amministrazioni comunali, giovedì il sindaco di Priolo incontrerà il procuratore capo facente funzione, Fabio Scavone, e quindi inizierà a firmare le prime ordinanze di minimo tecnico, la modalità con la quale l’impianto opererà al minimo carico per un periodo indefinito di tempo. Nel frattempo sarà chiesto un incontro immediato con l’assessorato regionale e il ministero dell’Ambiente per affrontare la questione a tutti i livelli. “So che questo mi metterà a rischio più di quanto non lo sia stato in passato – conclude Gianni – ma sono stato “richiamato in servizio” dai miei concittadini per dare una svolta a questo paese e ho intenzione di farlo, tanto che mi sono circondato di consulenti e avvocati esperti in termini di inquinamento ambientale”.


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