Igiene urbana. Bufera su Tekra: vertici indagati a Gela

L'azienda, che gestisce il servizio di igiene urbana a Siracusa, è stata investita da un'inchiesta della Procura di Caltanissetta

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Bufera su Tekra. L’azienda, che gestisce il servizio di igiene urbana a Siracusa è stata investita da un’inchiesta in un altro Comune, quello di Gela, con la Procura di Caltanissetta che notificato il decreto di chiusura indagini a 10 persone. Turbativa d’asta, frode e omissioni i reati contestati a vario titolo – come riferisce La Sicilia edizione Caltanissetta nell’articolo di Daniela Vinci – a ex sindaci, dirigenti comunali, i vertici della società “Tekra” e il commissario liquidatore dell’Ato Cl2. Tutti finiti sotto inchiesta per i fatti legati all’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, i mancati controlli e i costi lievitati in modo esponenziale con la procedure dei “servizi aggiuntivi”, comunque non sufficienti a garantire la pulizia del territorio.

Il decreto di chiusura indagini riguarda l’ex sindaco di Gela Angelo Fasulo – in carica fino alla primavera del 2015, il suo successore Domenico Messinese, il commissario liquidatore dell’Ato Cl2, Giuseppe Panebianco; la dirigente comunale, Patrizia Zanone; Valter Cosentino, Concetta Meli di Niscemi e i vertici della “Tekra”, la società salernitana che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, nelle persone di Alessio e Antonio Balestrieri, Maria Cerasuolo e Andrea Dal Canton (direttore tecnico del servizio anche a Siracusa).

Per i magistrati, l’ex sindaco Fasulo, di concerto con i vertici di Tekra, il Rup e il commissario liquidatore dell’Ato Cl2 avrebbero turbato la gara, inserendo nell’invito di partecipazione il requisito relativo all’assunzione di 125 lavoratori a fronte dei 95 effettivamente in servizio al momento del passaggio delle consegne. Una clausola che – secondo l’accusa – da un lato ha determinato un aumento del servizio relativo al pagamento degli stipendi degli oltre 30 dipendenti in più e dall’altro ha estromesso i partecipanti alla gara che presentavano offerte relative a un servizio comprendente maggiori costi. Tra le contestazioni anche il mancato adempimento all’obbligo di spazzamento manuale e meccanico, al lavaggio di strade e piazze e alla pulizia delle aree extraurbane, fornendo un servizio inferiore rispetto a quello stabilito. Al dirigente del settore ambiente e decoro urbano si contesta anche l’assunzione del figlio nella società “Aurora”, collegata alla “Tekra”.


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