La Carovana dei migranti il 21 maggio fa tappa ad Augusta

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Dal 13 al 28 maggio la terza Carovana italiana per i diritti dei migranti la dignità e la giustizia percorrerà l’Italia con la volontà di creare connessioni tra il bacino del Mediterraneo e l’America Latina. Al viaggio parteciperanno alcuni testimoni da Messico, Guatemala e Tunisia. Il tema scelto per la Carovana di quest’anno è quello delle migrazioni provocate da gravi problematiche ambientali. Questione che riguarda da vicino anche il territorio italiano, dove sempre più spesso si assiste alla mobilità forzata da alcune zone, oggetto di politiche scellerate.

I testimoni che viaggeranno con Carovane migranti intrecceranno le loro storie con quelle di chi lotta contro lo sfruttamento di terre e vite nei loro territori. Storie di resistenza che hanno molto in comune con quelle dell’America Latina e dell’Africa. Per la terza volta i carovanieri percorreranno tutta la penisola dal Piemonte alla Sicilia. Incontreranno e ascolteranno le storie direttamente dai territori, concludendo il viaggio a Taormina, in occasione delle giornate di opposizione al vertice del G7. Anche quest’anno Carovane migranti sarà in viaggio con la volontà di provare a conoscere e rendere visibili gli aspetti di complessità che caratterizzano le migrazioni.

La Carovana approderà in Sicilia il 21 maggio, facendo la sua prima tappa ad Augusta dove terrà un’assemblea-incontro aperta alla cittadinanza alle 16,30 in via Garibaldi 22.

Augusta – afferma Gianmarco Catalano della rete antirazzista catanese – è il primo porto in Italia per numero di migranti sbarcati (oltre 26.000 nel 2016). A ridosso del più grande polo industriale d’Europa, tra raffinerie, discariche, basi militari e inceneritori, è stata realizzata una tendopoli per la primissima accoglienza di un numero massimo di 700 persone, ma che spesso supera il migliaio. Lontano dal centro abitato, dagli occhi e dal cuore. Nascosti all’interno di uno scalo commerciale blindato e inaccessibile. Così i migranti sono resi invisibili, stipati in un ghetto insalubre e disumanizzante, dove a dominare è la puzza dello zolfo disperso sul terreno dal continuo via vai degli autocarri. Qui i migranti sono costretti a vivere per giorni, talvolta per settimane, malgrado la legge vieti il loro trattenimento oltre le 72 ore”.

 


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