La Fortezza Spagnola di Portopalo a 10 anni dall’inaugurazione: abbandonata e distrutta

I lavori di restauro sono cominciati nel 2005 grazie a un finanziamento di 1,8 milioni di euro del Por 2000/06 “Pit 9 - Ecomuseo del Mediterraneo”

capo-passero

Le avverse condizioni meteo, nella lontana estate del 2009, che impedirono l’inaugurazione in pompa magna furono un cattivo presagio. Una malaugurata profezia che si è avverata. La Fortezza Spagnola sull’Isola di Capo Passero, a dieci anni esatti dalla cerimonia di inaugurazione, giace abbandonata e quasi distrutta. Un’altra storia triste di monumenti della cultura e della storia di una comunità, che vengono ristrutturati e poi chiusi per decenni. La Fortezza è stata depredata, scassinata, danneggiata e fino a pochi mesi fa era anche facilmente accessibile: a gennaio la Soprintendenza ha disposto l’installazione di un nuovo cancello per evitare l’ingresso.

UNA RIQUALIFICAZIONE COSTATA 1 MILIONE 800 MILA EURO

La Fortezza di Capo Passero è stata costruita nel 1606, in piena dominazione spagnola in Sicilia e durante il regno di Filippo II, figlio di Carlo V il cui nome era da anni legato al forte, ma per un mero errore storico. La costruzione del castello, voluta dal Parlamento siciliano, ebbe il fine strategico di difendere Noto e l’estrema punta meridionale dell’Isola dalle incursioni piratesche e barbaresche. La fortezza fu anche utilizzata da svariate guarnigioni militari che la presidiarono e nel settecento venne adibita anche a prigione. I lavori di restauro sono cominciati nel 2005, eseguiti dall’impresa Consart di Catania, grazie ad un finanziamento di 1 milione ed 800 mila euro del Por 2000/06 “Pit 9 – Ecomuseo del Mediterraneo”. I lavori di ristrutturazione furono effettuati all’esterno ed all’interno con l’utilizzo di tecniche e materiali compatibili alla natura della fortezza. L’energia elettrica venne fornita attraverso l’utilizzo di impianti fotovoltaici che illuminavano tutta la fortezza, garantendo una potenza di 20 chilowatt. E nella incantevole sala conferenze erano state acquistate anche le sedie “Philippe Starck”.

LA MALAUGURATA ESTATE DEL 2009

Le note sognanti del sax di Francesco Cafiso accarezzarono solo da lontano la storia riportata alla luce della Fortezza spagnola. Le pessime condizioni meteorologiche nel giorno dell’inaugurazione, nell’estate del 2009, non consentirono la prevista cerimonia in pompa magna sull’Isola di Capo Passero, in occasione della fine dei lavori di restauro del forte spagnolo. Istituzioni, giornalisti e curiosi, furono “costretti” a salutare solo dall’antistante piazza Terrazza dei due mari una struttura che rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale di inestimabile valore. C’erano riposte tante speranze nella Fortezza riqualificata: era il gioiello architettonico che doveva far da traino al turismo culturale nel sudest siciliano. Ed i primi 10 giorni di apertura al pubblica della struttura, era stati sintomatici: furono registrate ben 3 mila presenze. Ma si trattò del classico fuoco di paglia, e tutte le speranze risultarono vane. Dopo poco, la struttura venne chiusa in maniera inspiegabile e inaccettabile per gli amministratori di allora.

UN LUSTRO DI ABBANDONO E LA GESTIONE LEGAMBIENTE

Per quasi cinque anni, tutte le richieste a ministri, assessori regionali, responsabili dei dipartimenti, funzionari della Soprintendenza ai Beni culturali, sono state rispedite al mittente o rimaste senza risposta. Fino all’estate del 2014, anno in cui, grazie all’impegno del circolo di Legambiente, il “gioiello” tornò a brillare. La gestione della struttura, infatti, fu affidata proprio al circolo di Legambiente, e le dichiarazioni ufficiali sulla chiusura per cinque anni della Fortezza, all’epoca furono addebitate alla “mancanza di personale di custodia: per la quantità altissima di siti, musei e parchi archeologici in Sicilia”. Così, nonostante, gli evidenti segni del tempo, ed i primi crolli di calcinacci, l’effetto Legambiente si fece sentire: in quasi due mesi la Fortezza venne visitata da quasi 2 mila 500 visitatori.

E POI IL BUIO…

A pochi mesi di distanza dalla firma sul protocollo d’intesa tra Legambiente e Soprintendenza di Siracusa, il rapporto tra i volontari gestori della struttura e l’ente proprietario inizio ad incrinarsi sino a concludersi definitivamente. In sostanza, i cancelli della Fortezza tornarono a chiudersi definitivamente. Con conseguenze gravissime: la struttura è stata depredata all’interno, con porte scardinate, furti (non esistono più sedie Philippe Starck né pannelli solari per l’energia elettrica). Il tempo e la vicinanza del mare hanno fatto la loro parte ed i segni sono ben visibili. Così, per riaprire i battenti, necessiterebbe una somma da destinare ad una ulteriore ristrutturazione della struttura.

E I SINDACI DEL PAESE MARINARO?

I sindaci che si sono susseguiti alla guida del Comune di Portopalo negli ultimi decenni, compreso quello in carica, Gaetano Montoneri, hanno chiesto la riapertura della struttura. Al momento, pare che a Palermo non ci sia nessuno disposto ad ascoltarli. E quel gioiello incastonato nella scogliera dell’Isola di Capo Passero, anziché brillare al centro del Mediterraneo, è costretto ad abituarsi al buio di un triste abbandono.

Sebastiano Diamante


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