L’Adu Siracusa esprime solidarietà alla collega iraniana Nasrin Sotoudeh

Nasrin Sotoudeh ha subito una condanna crudele e inaccettabile a 38 anni di carcere e 148 frustate

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L’Associazione difensori d’ufficio di Siracusa esprime totale solidarietà alla collega iraniana Nasrin Sotoudeh, che ha subito una condanna crudele e inaccettabile a 38 anni di carcere e 148 frustate. L’avvocato Sotoudeh ha sempre lottato in difesa dei diritti e soprattutto di quelli dei più deboli, tanto da meritare nel 2012 il premio Sakharov del Parlamento Europeo per la libertà di pensiero ed ha vinto il Premio Trarieux 2018, destinato agli avvocati che si sono distinti in modo particolare per la difesa dei diritti umani.

Lascia sgomenti – scrive in una nota Adu Siracusa – la condanna dei giudici iraniani che hanno comminato quella che da tutti viene considerata la più severa sentenza emessa in Iran nei confronti di un difensore dei diritti umani. Al di là delle accuse formali Nasrin Sotoudeh in realtà è un avvocato perseguitato per la sua strenua difesa dei diritti civili e democratici, soprattutto dei più deboli, come, purtroppo, tanti altri avvocati in altre parti del mondo, per avere difeso diritti, per avere sostenuto le donne contro l’obbligo di indossare il velo e per avere lottato contro la pena di morte”.

L’Adu di Siracusa condanna duramente l’utilizzo delle medievali punizioni corporali, segno di un sistema giudiziario già ampiamente superato in quasi tutto il mondo e che deve essere sempre contrastato in quanto contrario alla dignità umana e ai valori universali di civiltà umana e giuridica. La sentenza è un vero e proprio insulto al genere umano, una condanna a morte, visto che le 148 frustate inevitabilmente porteranno alla morte dell’avvocato iraniano.

L’Adu auspica la liberazione della collega e una dura presa di posizione delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali perché si affermi ovunque il rispetto della dignità umana come valore fondante di tutte le moderne democrazie.


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