L’Avis Siracusa pungola l’Asp sul nuovo ospedale alla Pizzuta: “l’azienda ha il diritto/dovere di effettuare uno studio di fattibilità”

L’Avis Comunale di Siracusa ritiene necessario scegliere con accuratezza l’area ad esso destinata, sottolineando come, nel caso non si trovi una soluzione adeguata all’interno del territorio di Siracusa, sia possibile trovare un’area anche nei comuni limitrofi della città

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L’Avis Comunale di Siracusa conferma la massima collaborazione al neo commissario dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra, per il raggiungimento dei suoi obiettivi e continuerà ad assumersi la responsabilità di creare valore pubblico e di contribuire, in sinergia con tutti gli attori del territorio, a rafforzare l’alleanza con la città affinché la sanità siracusana rinsaldi fiducia nei cittadini.

Con questa nota l’Avis Comunale di Siracusa accoglie e condivide l’obiettivo primario del dottor Ficarra e cioè quello di dotare Siracusa finalmente di un nuovo e moderno ospedale che sia idoneo sia dal punto strutturale, e quindi dotato di tutte le misure antisismiche necessarie, che da un punto di vista funzionale.

“È notizia di questi giorni del via libera da parte dei Ministeri della Salute e dell’Economia al piano di rimodulazione della rete ospedaliera siciliana che avrà gli effetti insperati e nei mesi scorsi duramente combattuti dall’Avis Comunale di Siracusa – si legge nella nota di Avis Siracusa -. Infatti, secondo questo piano, che ora attende da parte dell’Assessore Regionale alla Salute, Ruggero Razza, l’emanazione del decreto di adozione e che l’Avis Comunale di Siracusa contrasta fortemente, la Provincia siracusana vedrà due Dea di primo livello (cioè strutture che garantiscono funzioni di rianimazione e interventi diagnostico-terapeutici oltre al pronto soccorso), l’Ospedale “Umberto I” del capoluogo e l’Ospedale riunito Avola-Noto, un presidio di base, l’Ospedale di Lentini (attualmente ospedale di primo livello, un polo chirurgico importante con strutture specializzate, che ha visto da poco l’apertura e l’inaugurazione del reparto di rianimazione e che serve anche il territorio di Scordia e di Militello) e un ps in zona disagiata ad alto rischio ambientale, l’Ospedale “Muscatello” di Augusta (che attualmente come ospedale di primo livello ha una vocazione medica oncologica importante)”.

Con questo nuovo assetto, quindi, l’ospedale di Siracusa non sarebbe più un hub, come di fatto attualmente è, dove hanno sede i dipartimenti emergenza e accettazione di secondo livello con a disposizione specializzazioni complesse come cardiochirurgia e neurochirurgia, cardiologia con emodinamica interventistica, radiologia con Tac ed ecografia, servizio immunostrasfusionale e tutte le discipline ad alta specializzazione la cui presenza non è prevista nelle strutture di primo livello.

Alla luce di tutto ciò risulta evidente come il tema della costruzione del nuovo ospedale diventa un obiettivo principale al quale tutti dobbiamo lavorare facendo squadra per assicurare alla popolazione elevati livelli di assistenza – spiega Nello Moncada, Presidente dell’Avis Comunale di Siracusa – e siamo sicuri che l’esperienza maturata dal Direttore generale, in sedi diverse, rappresenta una garanzia per la valutazione reale dei servizi necessari”.

L’Avis Comunale di Siracusa ritiene necessario scegliere con accuratezza l’area ad esso destinata, sottolineando come, nel caso non si trovi una soluzione adeguata all’interno del territorio di Siracusa, sia possibile trovare un’area anche nei comuni limitrofi della città.

L’opera è di proprietà dell’Asp – aggiunge Nello Moncada – e l’azienda ha il diritto/dovere di effettuare uno studio di fattibilità. Il Consiglio Comunale ha individuato l’area ma finora l’Asp non ha effettuato un’analisi delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati del progetto sulla base di una preliminare idea di massima. Naturalmente l’Asp dovrà tenere in conto che la zona predisposta debba poter contare su un’area sufficiente ad ospitare un ospedale moderno e strutturato, secondo i criteri di una moderna sanità, con tutti i servizi connessi e che il nuovo ospedale debba essere facilmente raggiungibile da più direzioni senza alcuna criticità viaria, soprattutto in caso di eventi eccezionali, operando in un territorio ad alto rischio sismico e con la presenza di uno dei poli petrochimici più grandi a livello europeo. Qualora questo studio di fattibilità dovesse avere esito positivo si potrebbe procedere in quel senso, superando sia le polemiche che le difficoltà burocratiche; ma nel caso fosse negativo, intanto lo studio andrebbe allargato all’intero territorio siracusano e contestualmente l’Asp potrebbe chiedere il consiglio e il supporto dell’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), come ha già fatto a suo tempo per la costruzione dell’ospedale di Noto”.

Una volta raggiunto un accordo tra tutte le parti, atteso che i tempi per la realizzazione del nuovo ospedale non siano brevi, l’Avis Comunale di Siracusa auspica che venga prestata oggi attenzione alle strutture ospedaliere attuali, ritenendo necessario ricondurre l’Ospedale “Umberto I” alla sua funzione specifica e quindi spostando dal presidio quelle attività che non sono prettamente ospedaliere (per rendere l’ambiente più sterile possibile), ricollocando nel blocco centrale i reparti di malattie infettive e pediatria (per evitare importanti spostamenti da parte dei degenti) e utilizzando a 360 gradi i padiglioni dell’ex ONP che già sono stati oggetto di consolidamento strutturale negli anni scorsi.

Come già sottolineato, l’Avis Comunale di Siracusa si impegna ad essere parte attiva e fattiva per la realizzazione di tutto ciò, mettendo anche a disposizione di tutte le parti interessate, come territorio neutro, la propria sede per eventuali confronti per assicurare ai cittadini cure pronte ed appropriate.


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