A “Le Iene” il più bel ricordo di un senegalese in Italia: “l’ispettore Bruno dei Vigili urbani di Siracusa. Come un papà”

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La trasmissione andata in onda qualche sera fa ha mostrato il servizio di Gaetano Pecoraro in cui il giovane, ora tornato in patria, racconta il periodo trascorso a Siracusa facendo l'ambulante al mercato

Il più bel ricordo del periodo vissuto in Italia è a Siracusa e si chiama Santino Bruno, un ispettore della Polizia Municipale che un giovane senegalese, oggi rientrato in patria, ha definito “come un papà” a un inviato della trasmissione di Italia 1 Le Iene, andata in onda alcune sere fa.

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Al microfono di Gaetano Pecoraro, (clicca qui per vedere la puntata) ha raccontato di quando faceva l’ambulante a Siracusa al mercato il mercoledì e la domenica, e di quanto affetto provi per l’ispettore Bruno, mostrando alle telecamere una loro foto insieme.

Si parla tanto e con enfasi di immigrazione, di sensibilità verso le minoranze, ma poi ti accorgi casualmente di piccoli gesti quotidiani lontani dalla ribalta come quello di Santino Bruno, ispettore di Polizia urbana, citato da un giovane senegalese, intervistato da una nota trasmissione televisiva, che lo ricorda con enorme affetto per la manifestazione di umanità ricevuta durante la sua permanenza a Siracusa – commenta il leader di “Cantiere Siracusa” ed ex assessore al Bilancio, Gianluca Scrofani su Facebook, riprendendo proprio il servizio de Le Iene -. Uno spaccato positivo ed emozionante, che travalica le divisioni su cui siamo capaci di arrovellarci  e che inorgoglisce tutti noi siracusani. Grazie Santino”.

I migranti non hanno nome, solo numeri: numeri di sbarchi e tragedie, numeri che scappano con dei barconi dalla guerra e dalla povertà. Anche per questo Gaetano Pecoraro cerca di dare quelli veri. Per esempio: per gli italiani nel nostro Paese c’è un migrante ogni altre quattro persone, in realtà ce n’è uno ogni dieci. In Europa siamo il nono Paese per migranti accolti. Nel primo, la Germania, l’accoglienza viene trasformata in ricchezza economica per tutti i cittadini. L’Italia va in direzione opposta tra chiusura dei porti, stretta sui permessi di soggiorno e rimpatri forzati.

Quando invece c’è un’altra forma di rimpatrio, quello “volontario assistito”, che abbiamo scoperto: si sovvenziona e aiuta il rientro nei Paesi d’origine di chi vuole e può tornare. Alcuni, soprattutto gli spacciatori, non ci penserebbero nemmeno a tornare con un aiuto: fanno più soldi qui. C’è però chi torna a casa come un senegalese che mostra come, grazie ai soldi del rimpatrio assistito ora gestisce un’azienda con più di 50 operai.


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