In manette il sindaco di Melilli, amministratori e imprenditori per appalti truccati e fatture gonfiate. Tutti i nomi

Tutti sono accusati, a vario titolo, di diverse condotte delittuose commesse, ognuno nell’esercizio delle rispettive funzioni, nell’ambito di procedure di affidamento di lavori e servizi da parte di alcuni uffici del Comune di Melilli

giuseppe_carta Il sindaco Carta è ai domiciliari

Nella mattina odierna, personale della Polizia di Stato del Commissariato di Priolo Gargallo, su delega della Procura della Repubblica di Siracusa, ha dato esecuzione ad ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive e interdittive adottata dal Gip del Tribunale di Siracusa, nei confronti di amministratori, pubblici dipendenti e imprenditori, gravemente indiziati di aver commesso molteplici reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio, in relazione alle procedure di affidamento di lavori e servizi da parte degli uffici del Comune di Melilli.

Nello specifico, il Gip ha disposto l’applicazione di misura cautelare nei confronti di Giuseppe Carta, nato a Siracusa il 14/1/1985, sindaco in carica del Comune di Melilli e Sebastiano Elia, detto Stefano, nato a Siracusa il 22/4/1976, all’epoca dei fatti, assessore del Comune di Melilli, a cui è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari nelle rispettive residenze, con il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi e dal difensore.

Daniele Nunzio Lentini, nato a Catania il 20/11/1963, all’epoca dei fatti vicedirigente del II settore del Comune di Melilli, sindaco in carica del Comune di Francofonte, è destinatario del divieto di dimora nei Comuni di Melilli e Francofonte, con il divieto di accedervi senza preventiva autorizzazione.

A Reginaldo Saraceno, nato a Melilli il 9/5/1965, dipendente del Comune di Melilli e Giulia Cazzetta, nata a Melilli il 9/8/1960, dipendente del Comune di Melilli, con incarico di responsabile del II settore “servizi scolastici, culturali, sportivi, socio-educativi e ricreativi” è stata applicata la misura cautelare della sospensione dal pubblico impiego per la durata massima prevista dalla legge.

Divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale per Marilena Vecchio, nata ad Augusta il 21/6/1972, imprenditore, rappresentante legale dell’impresa di trasporti Vecchio srl; Sebastiano Franchino, nato Siracusa il 5/3/1979, imprenditore; Giovanni Zuccalà, nato a Pietraperzia (Enna) il 29/6/1938, imprenditore, amministratore unico dell’impresa Zuccalà travels srl; Franco Biondi, nato a Centuripe il 7/1/1960, imprenditore, rappresentante legale della ditta Euroviaggio di Biondi Franco Sas.

Tutti sono accusati, a vario titolo, di diverse condotte delittuose commesse, ognuno nell’esercizio delle rispettive funzioni, nell’ambito di procedure di affidamento di lavori e servizi da parte di alcuni uffici del Comune di Melilli.

All’esito delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Fabio Scavone, dirette dal sostituto Procuratore Tommaso Pagano ed eseguite, dal mese di marzo al mese di novembre del 2018, dagli investigatori del commissariato di Pubblica Sicurezza di Priolo Gargallo, con l’utilizzo di metodologie investigative sia di tipo tradizionale sia tecniche, è emersa un’organizzazione particolarmente complessa ed efficace messa in opera dal sindaco Carta e dall’assessore Elia, in particolare, con lo scopo di “gestire” in modo arbitrario e per il soddisfacimento di interessi particolari le procedure amministrative finalizzate all’affidamento a privati di servizi e lavori da parte degli uffici comunali.

Le indagini compiute hanno, così, consentito di accertare la commissione da parte degli indagati di più delitti contro la pubblica amministrazione e la pubblica fede.

Le risultanze investigative hanno fornito elementi da cui desumere come ai vertici di questa organizzazione vi fossero il sindaco di Melilli Giuseppe Carta e l’assessore Elia, nei cui confronti, sulla scorta dei gravi indizi di colpevolezza raccolti nel corso delle indagini, il Gip ha, infatti, adottato le misure cautelari più gravi, di tipo coercitivo, cui oggi è stata data esecuzione, ritenendo, peraltro, i predetti gravemente indiziati del delitto di associazione a delinquere previsto dall’art. 416 c.p., in concorso con il pubblico dipendente Saraceno.

All’interno del sodalizio, riconoscendo la validità dell’impianto accusatorio ricostruito dalla Procura e dagli investigatori, il Gip ha, inoltre, individuato nel sindaco Carta il promotore e capo del consesso organizzato per sfruttare in modo costante il potere connesso al suo ruolo politico e a quello di Elia, in modo da influenzare la scelta dei soggetti imprenditoriali selezionati come contraenti del Comune, esercitando pressioni sui vari dirigenti preposti alle procedure di selezione del contraente o di affidamento diretto affinché riducessero fittiziamente, attraverso la scomposizione in più affidamenti, l’importo degli appalti, in modo da eludere le procedure più rigorose previste dalla normativa vigente, invitassero alle selezioni ditte e imprese da loro indicate e, in caso di affidamento diretto, aggiudicassero l’appalto alla ditta da loro indicata.

In alcune circostanze, poi, è stato accertato il raggiungimento di veri e propri accordi collusivi, con la complicità e il concorso necessario degli imprenditori privati, per indirizzare lo svolgimento delle procedure negoziali di scelta del contraente verso la conclusione desiderata dagli indagati.

Emblematiche, in questo senso, alcune vicende emerse nel corso delle indagini, come quella relativa all’affidamento all’imprenditore Franchino di alcuni interventi di manutenzione, in cui determinante risultava l’intervento del sindaco Carta, che favoriva, altresì, il pagamento di una fattura artificiosamente “gonfiata” o altra relativa al servizio di trasporto degli alunni della scuola materna e dell’obbligo, in relazione alla quale le indagini hanno consentito di acclarare come il servizio sia stato dapprima affidato, direttamente e senza alcuna procedura di selezione, all’impresa della Vecchio, che, poi, grazie all’accordo illecito raggiunto con i titolari delle imprese concorrenti, Zuccalà e Biondi, ha continuato di fatto a prestarlo, incassandone i proventi, nonostante venisse formalmente affidato alle altre ditte e sebbene la Vecchio non disponesse di mezzi di trasporto adeguati ed in possesso dei requisiti di legge, il tutto seguendo le indicazioni e le direttive dell’assessore Elia, che, sfruttando il potere persuasivo connesso al suo ruolo politico, istigava le condotte delittuose, agevolandole attraverso indebite pressioni e interferenze in procedimenti amministrativi e scelte decisionali di esclusiva competenza dei dirigenti preposti.

Nel corso delle indagini, le attività compiute hanno, infine, consentito di accertare anche un’ipotesi di accordo corruttivo tra il sindaco Carta e la responsabile di una cooperativa sociale, la quale, supportata nei suoi progetti di accoglienza di minori stranieri non accompagnati con la promessa di una convenzione con il Comune di Melilli, ha promesso al primo cittadino l’assunzione di persone da lui indicate.

All’indagine è stato dato, convenzionalmente, il nome di “Operazione Muddica”, con riferimento alle espressioni dialettali “muddica” o “muddicuni” (ovvero mollica e mollicone) utilizzata dai principali indagati per individuare il beneficio ottenuto grazie alle loro condotte delittuose.


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