Melilli, a 2 mesi dalla sentenza in Cassazione, Elia contrattacca: “risarcimento del danno per l’ingiusta detenzione”

Elia, con il sindaco Giuseppe Carta e altri dipendenti comunali e imprenditori sono accusati, a vario titolo, di diverse condotte delittuose commesse, ognuno nell’esercizio delle rispettive funzioni, nell’ambito di procedure di affidamento di lavori e servizi da parte di alcuni uffici del Comune di Melilli

stefano-elia

Sono passati quasi due mesi da quando la Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Siracusa contro l’Ordinanza del Tribunale del riesame di Catania, che aveva annullato la misura cautelare emessa dal Gip di Siracusa nei confronti del vice sindaco di Melilli Stefano Elia nell’ambito dell’operazione Muddica che ha portato anche all’arresto del sindaco Giuseppe Carta. La Cassazione ha dichiarato “inammissibile” il ricorso del Pubblico ministero confermando la decisione del Riesame di annullare l’ordinanza cautelare di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi e dal difensore Ezechia Paolo Reale.

Elia, con il sindaco Giuseppe Carta e altri dipendenti comunali e imprenditori sono accusati, a vario titolo, di diverse condotte delittuose commesse, ognuno nell’esercizio delle rispettive funzioni, nell’ambito di procedure di affidamento di lavori e servizi da parte di alcuni uffici del Comune di Melilli.

Il Gip aveva individuato nel sindaco Carta il promotore e capo di un’associazione organizzata per sfruttare il potere connesso al suo ruolo politico e a quello di Elia, in modo da influenzare la scelta dei soggetti imprenditoriali selezionati come contraenti del Comune, esercitando pressioni sui vari dirigenti preposti alle procedure di selezione del contraente o di affidamento diretto affinché riducessero fittiziamente, attraverso la scomposizione in più affidamenti, l’importo degli appalti, in modo da eludere le procedure più rigorose previste dalla normativa, invitassero alle selezioni ditte e imprese da loro indicate e, in caso di affidamento diretto, aggiudicassero l’appalto alla ditta indicata. Il processo si deve ancora tenere, ma dal punto di vista della custodia cautelare annullata finora è stata una vittoria per la difesa dell’ex vicesindaco.

“Tutti gli affidamenti del Comune di Melilli in materia di trasporto scolastico sono legittimi e corretti, conformi alla legge e sono identiche a quelle utilizzate in casi simili, per garantire i propri servizi anche dal Ministero dell’Interno, dall’Agenzia delle Entrate e dall’Anac – dice oggi Elia – ancora non emerge nessuna alterazione di bandi di gara né turbative d’asta. Inesistenti sono, anche, le ipotizzate interferenze politiche o ilpotere persuasivo connesso al ruolo politico di vice sindaco” perché lo stesso è divenuto per la prima volta vicesindaco a giugno del 2017, dopo nuove elezioni da cui risultava vincente un nuovo sindaco, quindi, ben 7 mesi dopo i fatti contestati e soprattutto quanto la gara d’appalto era già stata definita e conclusa. Neppure carattere fraudolento si ravvisano nelle delibere dell’Ente locale Comune di Melilli, perché gli stessi atti sono adeguatamente motivati e corretti, sollevando da ogni accusa anche i dirigenti comunale coinvolti”.

Era già caduta l’accusa più pesante – quella di associazione a delinquere – perché non è stata ritenuta in piedi una struttura associativa. “Rimane la fiducia nella magistratura affinché possa emergere la realtà dei fatti ai fini della Giustizia. Non mi stancherò mai, infatti, di lottare fino a che non si raggiungerà la verità su questa “evanescente” operazione della Polizia di Stato, coordinata dai Pm Tommaso Pagano e Fabio Scavone. Mi muoverò anche per il risarcimento del danno patito per l’ingiusta detenzione – conclude – Non c’è nulla da festeggiare, sono amarezza e delusione su come sono state svolte queste indagini e per la conferenza stampa esultante per gli arresti, colgo solo grande piacere ed enorme soddisfazione per un eccellente risultato che ha fatto cadere ogni accusa nei miei confronti, grazie all’ottimo lavoro svolto dal collegio difensivo degli avvocati Ezechia Paolo Reale, Luca Partescano e Silvia Milluzzo”.


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