Messa in sicurezza degli istituti, il comitato “scuole sicure” chiede al Comune se ha aderito al bando

"Sappiamo per certo - dice il presidente del Comitato -, avendo compartecipato all’iter, che il Libero Consorzio comunale ha aderito al bando nei tempi e modi previsti, richiedendo i finanziamenti per ben otto edifici tra città e provincia"

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“La sicurezza non deve andare in ferie”. È questo lo slogan/appello lanciato dal Comitato Scuole Sicure di Siracusa ai dirigenti degli istituti didattici del capoluogo aretuseo e degli altri comuni della provincia, nonché agli enti di competenza che devono garantirla.

Lo stop delle lezioni – spiega l’architetto Angelo Troia, presidente del Comitato – va utilizzato per fare indagini interne sullo stato di conservazione dei plessi, metterne in evidenza le criticità e chiedere agli enti locali di pertinenza gli interventi necessari a garantire una permanenza sicura nelle aule e negli ambienti comuni agli studenti, ai docenti, al personale Ata e ai visitatori, al rientro dalla pausa estiva.”

Il presidente del comitato ricorda che il Miur ha proceduto alla costituzione di un fondo di 50 milioni di euro per il finanziamento della progettazione di interventi di messa in sicurezza da parte degli enti locali competenti degli edifici scolastici di ogni ordine e grado. “Sappiamo per certo – prosegue -, avendo compartecipato all’iter, che il Libero Consorzio comunale ha aderito al bando nei tempi e modi previsti, richiedendo i finanziamenti per ben otto edifici tra città e provinciaL’amministrazione comunale di Siracusa – continua il presidente – avrebbe potuto presentare, a sua volta, analoghe richieste di contributo, almeno fino a un massimo di 5 edifici di cui è proprietaria e rispetto ai quali abbia competenza”.

Il Comitato Scuole Sicure ha inoltrato una richiesta all’amministrazione comunale per sapere se abbia aderito al bando e in particolare per quali edifici scolastici ha inteso candidarsi al finanziamento con l’indicazione sia dell’importo per la progettazione e sia dell’importo presuntivo dei lavori.

Inoltre – conclude il presidente – non si agisca per l’ordinaria e la straordinaria manutenzione in situazioni di emergenza, che vanno evitate attraverso una pianificazione, anche dei piccoli interventi per priorità, o ci ritroveremo in autunno con studenti in piazza a lamentare intonaci pericolanti o bagni non funzionanti, e più in là impianti di riscaldamento fuori servizio. Si acceleri altresì sulle verifiche di vulnerabilità sismica per conoscere l’indice di rischio di ogni edificio”.


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