Il ministero dell’Ambiente riconosce 32 siti Zsc in Sicilia, la metà in provincia di Siracusa: ecco quali sono

"Questo ulteriore riconoscimento avvalora l'importanza naturale di queste aree e del nostro territorio - dice Mastriani - ponendoci davanti a una grande responsabilità, ovvero preservare quegli ambienti e divulgarne il valore ambientale e naturale"

Avola, Nessuna certezza su tempi di apertura e costi per tornare a fruire di Cavagrande del Cassibile fonte foto: cavagrendedelcassibile.it

Esprimo soddisfazione per il riconoscimento da parte del Ministero dell’Ambiente di ben 32 siti ricadente nel territorio della Regione Sicilia, di cui la metà in provincia di Siracusa, come aree Zsc (Zone Speciali di Conservazione)”. Marco Mastriani, consigliere al Crppn (Consiglio Regionale Protezione Patrimonio Naturale) nell’assessorato Regionale al Territorio Ambiente della Regione Sicilia.

Molti di questi siti, già proposti dalla Commissione Europea sono stati riconosciuti quali Siti di Importanza Comunitaria (Sic), ai sensi dell’art. 4, paragrafo 1, della direttiva 92/44/CEE. “Questo ulteriore riconoscimento avvalora l’importanza naturale di queste aree e del nostro territorio – dice Mastriani – ponendoci davanti a una grande responsabilità, ovvero preservare quegli ambienti e divulgarne il valore ambientale e naturale”.

Alcuni di questi sono l’Isola di Capo Passero, Vendicari, pantani della Sicilia Sud-orientale, Pantano Morghella, Pantano Marzamemi, Saline di Siracusa e Fiume Ciane, Cava Grande del Cassibile, Cava Cinque Porte, Cava e Bosco di Baulì, Capo Murro di Porco, Penisola della Maddalena e Grotta Pellegrino, Valle del fiume Anapo, Cava Grande del Calcinara, Cugni di Sortino, Isola delle Correnti, Pantani di Punta Pilieri, Chiusa dell’Alga e Parrino, Grotta Monello, Grotta Palombara, Saline di Priolo, Saline di Augusta, Cava Cardinale, Cava Carosello, Monti Climiti, Cava Contessa-Cugno Lupo, Monte Lauro, poi altri fuori dalla provincia aretusea.

Molte nostre battaglie portate avanti in questi anni, trovano un ulteriore conferma di quanto abbiamo affermato, ed è certamente arrivato il momento di concretizzare una gestione univoca del nostro territorio con l’istituzione definitiva del parco Nazionale degli Iblei. Certamente la Regione Siclia ha delle grande responsabilità in merito, cosi come prevede l’art. 3 del Decreto, in cui si chiede alla Regione Sicilia di individuare entro sei mesi dalla pubblicazione dello stesso, di individuare il soggetto affidatario della gestione di ciascuna Zsc – conclude Mastriani – In tal senso, molti sono i ritardi della Regione Sicilia e degli enti locali dove ricade il perimetro di pertinenza delle riserve naturali già istituite, in cui si aspetta ancora di redigere e approvare i piani di utilizzo delle pre-riserve, competenza dei comuni interessati. È necessario colmare queste lacune, per continuare a tutelare e valorizzare il nostro territorio attraverso strumenti efficaci che le normative già prevedono e che consentono al nostro territorio ricco di biodiversità di valorizzare l’esistente, puntando su un modello di sviluppo quale l’ecoturismo“.


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