Cagnanza e padronanza è la seconda raccolta del giovane scrittore napoletano Peppe Fiore, che pochi mesi fa ha esordito come romanziere con La futura classe dirigente, pubblicato da minimum fax. Cagnanza e padronanza è fatto di racconti sospesi, ambigui, con poca trama, che ci lasciano con molte domande e nessuna risposta.
Esplorazioni ossessionate per non-luoghi a loro volta ossessionanti, veri e propri incubi che germogliano in mezzo ai centri commerciali, tra villette a schiera tutte uguali e tristi palazzoni.
Peppe Fiore è scrittore di indubbio talento e viva fantasia, che alterna virtuosismi a momenti di accennato lirismo. Che parli dell’università in chiave ironica - in “Risvolti poco noti della carriera universitaria in Italia” -, con i ricercatori costretti a imbarazzanti esercitazioni anti-incendio, o dell’afflato animalista che per un giovane marito si risolve nella scoperta della propria bestialità - nell’eccellente e paradossale “Amarsi troppo” -, la sua vena descrittiva riflette uno spirito dolente, concentrato sulle secrezioni, sulle concrezioni, sul caos magmatico. Un mondo allucinante, in cortocircuito, guidato da due movimenti opposti e coincidenti: un surplus di pensieri e un surplus di oggetti; ed entrambi ci stanno facendo andare fuori di testa. Peccato solo che manchi un po’ d'entusiasmo, in queste storie che finiscono quasi tutte senza finale.
Francesco Randazzo, giovane drammaturgo e regista siracusano attivo da tempo con la sua Compagnia degli Ostinati, è autore eclettico che gioca con le parole mischiando sacro e profano, e che con questa raccolta, intitolata Con l’insistenza di un richiamo, si è voluto calare in un delirio bianco rosso e verde a tratti bellamente pulp. Storie “brutte, sporche e cattive” che in alcuni momenti sanno di già visto, ma che nei momenti migliori, più maturi e stilisticamente riusciti (come il primo racconto), danno vita a un bad trip nazional-popolare, narrato facendo ricorso quasi esclusivamente - e con coerenza - alla prima persona, una prima persona malata, ridondante, allucinata.
Entrambi i libri, pur con le loro differenze, concorrono a rappresentare l’ego ipertrofico di un paese di videomaniaci cresciuti a pasta asciutta e telefonino, racconti disperati di piccole vite che si disperdono in deliri autoreferenziali aventi spesso come unica soluzione il dolore, riservato per sé o per gli altri. Una visione terrificante e funesta, una scelta iper-realista che non sembra lasciare spazio alla parola “speranza”.
In fondo, però, si tratta solo dell’immaginazione di alcuni scrittori che si sono divertiti con un po’ di violenza gratuita, cronache vere, sociologismi e doppia morale; la realtà, incrociando le dita, dovrebbe esser fatta di una pasta diversa.
Cagnanza e padronanza
Peppe Fiore
Gaffi, 2008
pp. 215 euro 8,50
Con l’insistenza di un richiamo
Francesco Randazzo
Lupo editore, 2008
pp. 112 euro 10,00
ANGELO ORLANDO MELONI - LEGGI ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE