L’eco del gusto è qualcosa di più di un romanzo (breve). È un libro insolito, sinestetico - come scopriranno i suoi lettori -, un viaggio nei sapori di Sicilia condito con un taglio letterario avventuroso e romantico e con prelibatezze che vanno dal cioccolato prodotto in un lontano castello in Belgio alle tavole siciliane ricolme di cibi tradizionali, ognuno dei quali rappresenta un tesoro cucinario.
L’eco del gusto è la storia di Jean, coraggioso ragazzo che vive in prima persona gli orrori della seconda guerra mondiale, ma non si lascia abbrutire. Anzi, al culmine del dolore incontra un amore – impossibile, forse - che è capace di riconoscere solo grazie alla sua sensibilità per il cibo, un vero e proprio supersenso del gusto, che gli regalerà sbalorditive visioni. Qualcosa di più di un romanzo, qualcosa di più di un libro di ricette, L’eco del gusto è stato ideato dal siracusano Emanuele Lombardo, che si è calato nella parte di romanziere e imprenditore insieme, realizzando un progetto unico, una ricetta che mescola letteratura, musica, teatro e gastronomia.
SiracusaNews lo ha intervistato.
Com’è nata quest’idea? Sei partito dal racconto o al contrario la narrativa è diventata solo in seconda battuta un elemento portante de L’Eco del gusto?
"L’eco del gusto è un progetto ambizioso e per certi versi sorprendente. Quando ne ho concepito l’idea il mio obiettivo era creare uno strumento che portasse un contributo concreto all’economia del mondo rurale siciliano. Poi la cosa si è evoluta al di là delle aspettative. Penso che un prodotto gastronomico tradizionale sia molto più che un cibo con cui sfamarsi. Nella mia provocazione esso è un vero e proprio testo. Mi piace dire che un formaggio è autobiografico, perché non solo racconta l’abilità dell’artigiano che lo ha plasmato, ma descrive, con sapori e con profumi, il territorio da cui proviene e i gusti del popolo. Non un cibo da ingoiare, dunque, ma una storia, un racconto. Per questo tipo di ascolto, però, è necessaria una sensibilità più profonda, al di là della percezione superficiale. La sinestesia di Jean simboleggia questo concetto. Con le sue straordinarie capacità sensoriali e con la sua creatività, Jean è capace di trascinare gli altri in una percezione del mondo che rivela verità inaspettate. Mangiare con lui diventa una poesia, un racconto che parla di noi. Per rispondere alla tua domanda, dunque, sono partito dal progetto. Il romanzo è il frutto del trasporto con il quale ho sposato quest’idea. L’eco del gusto è un entusiasmo che si fa poesia. Se vogliamo, è il mio sforzo di coniugare artisticamente una speranza".
Dici che il tuo progetto ti ha sorpreso e si è spinto al di là delle aspettative. L’accoppiata letteratura-gastronomia in effetti aveva già regalato alcune “ricette” di successo, che accoglienza stai ricevendo?
"Quando ho avuto l'idea ho pensato a tutta una serie di partner per i quali essa potesse generare un beneficio. Partivo dal concetto che l’unico modo per trovare le risorse necessarie per andare avanti fosse generare utilità per altri, in modo che essi fossero motivati a contribuire. Ebbene, sono impressionato dall’interesse suscitato. Imprenditori del turismo agricolo, ristoratori, produttori di alimenti tradizionali, ma anche associazioni culturali, associazioni ONLUS e perfino la pubblica amministrazione. Mi fa piacere qui ricordare Slow Food, l’Unione Italiana Ciechi, che ha dimostrato interesse per stampare il libro in alfabeto Braille, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, l’associazione Dante Alighieri, i comuni di Polizzi Generosa, di Palazzolo Acreide e di Ragusa, interessati a operazioni di promozione del territorio attraverso la trama romantica del libro. Il concetto del Teatro in tavola della gastronomia siciliana, inoltre, ha ricevuto una calorosa accoglienza presso tutti gli interlocutori che ho sollecitato. Il vantaggio di quest’idea sta nella sua elasticità e plasticità, nella sua adattabilità alle esigenze del target cui si vuole rivolgere".
Vorresti descriverci brevemente il romanzo e il suo ruolo all'interno dell'opera nel suo complesso, di questa tua gustosissima tournée tra letture e buon cibo?
"`Jean è un artista, ma non dipinge né scrive poesie. La sua arte nasce da un dono bizzarro della natura: nella sua mente le percezioni dei cinque sensi s’incrociano e si mescolano, sicché un odore può fargli sentire un suono, mentre un sapore può far sì che egli veda un colore. Il tutto, nel suo animo creativo, si organizza a formare un quadro, un racconto, così mangiare assieme a lui diventa una vera poesia´.
La parte innovativa di quest'idea è che il romanzo non è fine a se stesso, ma nasce con lo scopo di accompagnare il lettore nella degustazione dei prodotti della cucina rurale. Il risultato inatteso è che, tornando in contatto con i prodotti della terra e dedicando loro la necessaria attenzione, il lettore riscopre se stesso: quale essere umano egli è parte integrante della natura, che sta esplorando attraverso il gusto. Mi piace dire che c’è un punto, sospeso tra coscienza ed emozione, dove l’uomo perde il contatto con la realtà e si ritrova nudo, senza la maschera che ha scelto di indossare. In quel punto tutto cambia: la fretta si dissolve e gli obiettivi più urgenti appaiono vuoti e insensati. Da quel punto, finalmente, scrutando il buio è possibile ritrovarsi e sorprendersi a ridere, felici soltanto di essere vivi. È là che questa storia ci invita a tornare. Su questo concetto fondo quelle che chiamo serate di Teatro in tavola della gastronomia siciliana: la degustazione dei prodotti tipici locali si mescola con armonia alla lettura di brani del romanzo, all’ascolto della colonna sonora del libro (un brano per pianoforte, intitolato appunto L'eco del gusto, composto dal pianista siracusano Augusto De Francisci) e alla visione di fotografie di soggetti tipici siciliani".
Come pensi che si svilupperà il tuo lavoro? Pensi di proporlo anche all’estero?
"L’eco del gusto è nato con la vocazione a superare i confini nazionali. Non è un caso che il protagonista, Jean, sia belga e non italiano. C’è un messaggio di accoglienza del prossimo che permea le righe di tutta l'opera. La trama è interamente imperniata sull’importanza dell’ascolto dell’altro, sull’accoglienza del diverso. L’eco del gusto, alla fine, è l’eco delle voci degli uomini, delle donne, dei bambini e degli anziani che si riuniscono attorno a una mensa sulla quale sono posti, per la gioia e per la sopravvivenza di tutti, i frutti della terra. L’arte di chi li ha trasformati per farne cibo è un messaggio d’amore che parla tutte le lingue del mondo: è questo L’eco del gusto".
L’eco del gusto
Emanuele Lombardo
Libreria Editrice Urso, 2009
pp. 80 euro 12,50
Link: www.ecodelgusto.com/
ANGELO ORLANDO MELONI - LEGGI ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE