Il tempo materiale, romanzo d’esordio del palermitano (e torinese d’adozione) Giorgio Vasta, pubblicato da minimum fax, è un libro ambizioso e paradossale che indaga sulla lunga notte alla fine degli anni Settanta attraverso le parole - e non solo - di tre ragazzini che incredibilmente decidono di creare una cellula terroristica.
Nimbo, Raggio, Volo, questi sono i nomi di battaglia dei tre, infervoratissimi ma a modo loro lucidissimi. Mettono al bando l’ironia, nemico numero uno, e scelgono di rischiare di rendersi ridicoli adottando toni, linguaggi e infine metodi della lotta armata. Vivono in una Palermo vista attraverso gli occhi di Nimbo, io narrante dotato di una sensibilità spaventosa che lo porta a rifiutare la sua condizione poco più che infantile, a innervarsi di un rifiuto cosmico ontologico. Una città postatomica, la sua Palermo, bombardata, devastata, appestata, gli uomini come zombi avanzano a passo stanco tra le macerie. Dell’umanità che li circonda Nimbo, Raggio e Volo odiano tutto, persino il linguaggio comune, il dialetto, basso, sporco, ammalato di quella stessa malattia che sta facendo implodere il mondo su se stesso.
«Tu non sai percepire ciò che è fertile, dice, e che ciò che è fertile è una responsabilità. Passi il tempo costruendo forme, alfabeti posticci, pensando alle parole», gli dice il «piccione preistorico», che va a comporre una galleria di grilli parlanti, di animali ammorbati, sciancati, spelacchiati che danno voce alla coscienza di Nimbo. Ma Nimbo, e i suoi due amici, hanno scelto. Per comunicare tra di loro creano un codice grottesco fatto di gesti e balletti, si addestrano, pianificano, trovano un covo e passano all’azione. La violenza diventa il loro vero linguaggio, ma i miseri obiettivi di tre ragazzini-demoni non potranno essere altro che obiettivi scolastici. Dapprima l’edificio, poi le persone: un compagno, il più indifeso, insignificante debole bambino invisibile della classe.
Il tempo materiale è la storia cupa e iper-realistica di una stagione nella quale in troppi decisero di mettere al bando l’ironia, di consegnarsi a un linguaggio magico che credeva di alterare la realtà con parole che inevitabilmente si sarebbero macchiate di sangue. Una stagione nella quale forse su tutto è mancato il tempo materiale per amarsi, sfiancata da un proliferazione di sillabe senz’anima, fredde, agghiaccianti, deliranti.
Forse per qualcuno Il tempo materiale sarà lettura ostica, con pochi dialoghi e una voce ossessiva, ma da un altro lato questo volume rappresenta l’ennesima prova che nella letteratura italiana contemporanea qualcosa si muove; e basta scandagliare la superficie (senza sforzarsi eccessivamente, visto il successo che ha avuto quest’opera, in Italia e all’estero) per imbattersi in romanzi problematici ma affascinanti, che non si spaventano di affrontare grandi storie né di affrontare la sfida di uno stile denso, complesso, originale.
Il tempo materiale
Giorgio Vasta
minimum fax, 2008
pp. 311, euro 13,00
ANGELO ORLANDO MELONI - LEGGI ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE













