Che la festa cominci è il nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, che ci racconta di una grottesca, strampalata, grossolana, sfarzosissima festa organizzata da un milionario, Salvatore Chiatti, che dopo aver comprato dal Comune di Roma Villa Ada decide di mettere su un safari e una caccia alla volpe all’interno di quello che un tempo era un parco pubblico (!). Un presupposto incredibile, ma che fa venire più di un brivido. Che la festa cominci è la storia di questo party catastrofico all'insegna dell'idiozia e in particolar modo la storia incrociata e rocambolesca di alcuni tra i tanti personaggi tratteggiati da Niccolò Ammaniti: lo scrittore Fabrizio Ciba, condannato a una vita di ansie da un ego neoplatonico da cui trabocca il nulla abbagliante della ricerca della fama, del potere, del sesso e del successo; Larita, metallara pentita ora stella di prima grandezza del pop italiano; e quattro satanisti mimetizzati tra la servitù allo scopo di fare un colpaccio, addirittura un sacrificio umano, che permetta alla loro piccola setta di uscire dall’anonimato a cui sembra essere condannata. Questi i protagonisti che risaltano su di uno sfondo comunque vivido, e supercafone come la stessa festa. Come quell’Italia gossip-dipendente, satolla e/o siliconata che fa da sfondo chiassoso alla vita dei comuni mortali che mai saranno invitati al safari dei vip. Perché alla festa, è chiaro, vanno solo quelli che contano, gli altri possono tutt’al più scattare qualche foto davanti al cancello di Villa Ada, l’ingresso è a inviti e a decidere dell’ascesa è un milionario. Il paradiso, un privé.
Dopo i successi straordinari di Io non ho paura e Come Dio comanda, libri che lo avevano allontanato dall’etichetta di scrittore pulp-cannibale, Ammaniti è tornato sul luogo del delitto, nei paraggi della sua antologia Fango. Che la festa cominci condivide molti elementi e spunti con il racconto L’ultimo capodanno dell’umanità, ora per certi versi riproposti (repetita iuvant) e decisamente amplificati. Dall’incubo capodannesco di un condominio costretto a celebrare come ogni anno un fallimento esistenziale collettivo, quello del ceto medio-borghese (una specie di James G. Ballard de noantri), passiamo infatti all’incubo di una festa votata al divertimento obbligatorio e al consolidamento del nuovo Olimpo e del suo/nostro unico Dio: il denaro, incarnatosi nelle fattezze invero non troppo eleganti di Salvatore Chiatti. Che la festa cominci è un romanzo tragicomico che segue una direttrice tesa sul filo del catastrofismo grottesco fin quasi a rompere il patto tra scrittore e lettore, la sospensione dell’incredulità, ed evoca in molte pagine la scrittura e le trovate geniali di Paolo Villaggio e dei suoi eccezionali libri di Fantozzi.
Niccolò Ammaniti
Che la festa cominci
Einaudi, 2009
pp. 328 euro 18,00
ANGELO ORLANDO MELONI - LEGGI ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE