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Rosolini, un Gruppo di Giovani Filmakers, Francesco Scimemi e Francesca Rettondini: questa la Ricetta di "Canazza Connection"

“Rischiamo di fare un ottimo film”. Scherza Francesco Scimemi, protagonista del film "Canazza Connection" presentato nei giorni scorsi a Rosolini, principale location del film. “Mi sto divertendo da pazzi – ha aggiunto l’attore che nel film interpreta il ruolo di Jonny Scrnavacche – qui ho trovato dei fenomeni, a partire dal regista Fabio Blanco e tutta la cricca hanno una grande competenza”.

Tutto lo staff della Filmarte, che sta producendo il lavoro, è infatti composto da giovani talenti provenienti da un percorso di studi specifico, che sul set hanno dimostrato una grande professionalità. “Mi ha sorpreso la visione chiara del film – ha detto Scimemi - Loro il film ce lo hanno già in testa. Stiamo rischiando di fare un ottimo prodotto il che è inquietante. Appena ho avuto la sceneggiatura tra le mani mi sono messo subito a ridere. E’ particolare perché è spontanea. Rosolini certo non è il centro del mondo cinematografico quindi questa è una sfida a tutti gli effetti”.

E ad accettare la sfida è stata anche l’attrice Francesca Rettondini, che nel film ha un ruolo centrale, quello del commissario Marta Marziale, caparbia e dai modi decisi. “Questo gruppo di lavoro è fantastico, sono tutti giovani e preparati – ha commentato la Rettondini – lavorano con l’entusiasmo di fare un progetto insieme e farlo bene”.

Francesca Rettondini ha anche sottolineato la bellezza del copione nel quale non è stata inserita alcuna scena di contorno, cosa che non accade molto spesso al cinema. “Qui tutto ha un senso - ha commentato l’attrice - non c’è niente da buttare via o di margine. E’ questa la forza di questo film. In ogni scena c’è una scena forte”. E facendo eco a Scimemi ha aggiunto: “Non rischia, io sono sicura che diventerà un buon prodotto, dobbiamo trovare una buona distribuzione”.

Un film che segna il debutto alla regia del giovane rosolinese Fabio Blanco, laureatosi al Dams di Bologna, con una grande passione cinematografica alle spalle. “Ho preso spunto da molti film per scegliere le giuste inquadrature e i piani sequenza – ha spiegato il regista – lavorare con Scimemi e la Rettondini non è cosa che capita tutti i gironi. Loro hanno capito benissimo cosa avevo in mante e prima di girare una scena fanno spesso riferimento a quel regista a cui mi sono ispirato. Ogni volta che scrivo una scena e la giro assumo il punto di vista dello spettatore, cerco quello che piace allo spettatore e so quello che piace ai critici cinematografici”.

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