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Dj Set: Marco Di Stefano @ Sale

Il 1 Maggio 2010
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Marco Di Stefano nasce nel lontano 29 marzo 1973 in quel di Vittorio Veneto.

I due fratelli e la sorella, più grandi , accompagnano la sua vita con una colonna sonora suonata da gruppi come Pink Floyd, Yes, Genesis, Alan Parson, Eric Clapton, Jethro Tull, etc etc.

Segue in maniera naturale il passaggio adolescenziale alla musica disco e alla house music che lo porta a diventare prima un deejay e poi un produttore discografico.
Vive appieno i periodi dell’Acid House, piuttosto che della Garage, per poi sconfinare nella New Beat.

Ed erano solo i primi anni novanta. Fino ad oggi si sono succeduti tantissimi stili musicali nell’ambito della Club Culture che l’hanno “educato” a sonorità particolari e sempre innovative.

Il periodo adolescenziale sembra non sia ancora finito e forse grazie a quello può oggi vantare numerose produzioni discografiche internazionali con etichette importanti come Universal e Sony-BMG, assieme ai due soci del SouthlandStudio.

Fra le produzioni più importanti non si può non citare “Kuma Ya” degli Afrique vs Our Thing, Gam Gam Remix, Loco Tribal Vol 1 e il recentissimo “Resta Aqui” dei Lobo Guara'.

La club culture è uno stile con il quale negli ultimi anni si è caratterizzata tutta una generazione di d.j. e nuovi musicisti nell'ambito della musica per ballare. Si è iniziato a parlare di club culture da quando c'è stato un evidente travaso di critica e pubblico dal rock alla dance music.

Una prima fase di disgelo si è verificata verso la metà degli anni '80 - periodo di riflusso e grandi ristrutturazioni economiche e culturali - nel quale da una parte il rock e specialmente la new-wave entrava in discoteca anche come musica da ballo, dall'altra prendevano forma le prime contaminazioni fra rock e disco-music, la nascita del rap e della cultura hip-hop, ecc..

La seconda fase è stata la comparsa della house, o meglio acid-house (vi ricordate Pump Up The Volume?). Questo genere musicale si è evoluto in mille sottogeneri e filoni: acid-jazz, techno, garage, ambient, trance, underground, commerciale, fino al trip-hop e alla jungle. Ebbene questi nuovi generi di musica da ballo hanno coinvolto profondamente musicisti, giornalisti e pubblico che ascoltavano prevalentemente rock, i quali vi hanno trovato elementi di novità, di creatività e di divertimento.
Quindi club culture non è il costume discotecaro, fatto da cubiste e buttafuori, p.r. e gestori un po' loschi, divanetti fucsia e sfere a specchio, che viene di solito bersagliato dalle critiche e dagli strali dei rocchettari nostrani.

E' qualcosa che va al di là dell'immagine e della forma con la quale le discoteche si presentano al pubblico. Comprende la musica, i musicisti, i d.j., un nuovo modo di vedere il ballo e il divertimento.

La cosa più interessante agli occhi di tutti è che grazie a queste nuove tendenze la fisionomia e la figura del musicista sta cambiando in modo rilevante. Il classico ruolo del d.j. come semplice programmatore di scalette musicali, si trasforma in un vero e proprio musicista che, al posto dello strumento musicale usa i giradischi e il campionatore mixando brani, pezzi di brani, sovraincidendo, campionando, intervenendo su basi o anche semplicemente "scratchando", (ovvero facendo scivolare i dischi avanti e indietro sotto le puntine).

In realtà anche le serate in discoteca sono cambiate. Nei club dove si balla drum'n'bass, big beat o dub c'è la ricerca di un'atmosfera differente dalle storiche discoteche tipo febbre del sabato sera; un uso intelligente della multimedialità, la proiezione di video artistici, più sale con diverse programmazioni, interventi dal vivo di musicisti su brani o basi. Bisogna onestamente aggiungere che i generi di tendenza tipo drum'n'bass sono nati da un'area di ex musicisti o di nuovi d.j. con un background musicale eterogeneo, e non a compartimenti stagni come usava una ventina d'anni fa.

Questo background a 360 gradi fa della produzione della musica e della gestione delle serate qualcosa di più che la semplice balera assordante e monocorde della house commerciale.
I segnali delle nuove tendenze arrivano non solo dalle discoteche, ma anche dai circoli culturali e dai centri sociali. Molti d.j. e molte serate di successo sono nate proprio nei luoghi che storicamente hanno ospitato i concerti del rock alternativo. Era destino che si occupassero di dance "alternativa" prima o poi... Molti operatori, musicisti, d.j. hanno trovato nei generi "da ballo" degli stimoli nuovi, degli elementi di rottura (nati soprattutto dalla cultura dei rave) che forse il rock non ha più oggi.
Se poi guardiamo a molti fra i nuovi gruppi musicali notiamo un atteggiamento positivo nei confronti dei campionamenti, delle basi elettroniche, e già da tempo alcuni si presentano con formazioni che prevedono il gruppo musicale classico e il d.j.-set o sound-system (ovvero i d.j. + cantanti e musicisti vari per la serata da ballo). Non è più molto raro trovare sul palco le consolles di giradischi col mixerino o rack di campionatori al posto di amplificatori e batterie...

Quindi i d.j. e i produttori di brani dance si definiscono oggi musicisti; quando fanno le serate in discoteca "suonano". Sembra un requiem per il rock come musica suonata, soppiantata da piatti e campionatori. Gli altri musicisti, quelli storici (batteristi, bassisti, chitarristi, ecc.) sono ovviamente perplessi e non vedono di buon grado questa usurpazione di ruolo, affermando che "...il vero musicista è colui che suona uno strumento musicale, che sa la musica, che crea ritmi, armonie e melodie; il d.j. sarà al massimo un buon artigiano nel collage musicale, nel campionamento di cose già fatte e nel remixaggio. La musica dance è troppo legata al ballo, all'uso in discoteca, è più una musica di sottofondo che creazione artistica!".

Chi ha ragione? Giudicate voi.
Ecco una piccola lista di nuovi (e vecchi) musicisti da ascoltare per capirci qualcosa: Alma Megretta, Asian Dub Foundation, Chemical Brothers, Dj Shadow, Fatboy Slim, Jungle Brothers, Kruder & Dorfmeister, Madaski, Massive Attack, Minimal Funk, Moby, Morcheeba, Orbital, Orb, Portishead, Prodigy, Propellerheads, Roni Size, Royalize, Tricky.

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