E alla fine il sogno è diventato realtà. Quello che fin dall’inizio dell’anno sportivo 2009-2010 tutti nell’ambiente aretuseo definivano una scommessa difficile da vincere, si è rivelata una splendida realtà. Dopo aver superato la fase provinciale senza subire nessuna sconfitta, i ragazzi dell'Aretusa Basket, guidati per la prima volta quest’anno da coach Claudio Troia, si sono imposti nello spareggio interprovinciale contro l’Azzurra Pozzallo, in una partita che non ha avuto molto da dire, se non quello di far capire che l’Aretusa si sarebbe giocata una chance di ottenere il titolo.
E così, i ragazzi biancoverdi si presentano alle final four di Capo d’Orlando da veri e propri outsider,in un concentramento dove la voce del più forte viene recitata dai padroni di casa della Maurilio Milone.
Ma si sa, il destino ci mette sempre del suo, e così, la prima gara è contro l’Adrano di coach Bonaiuto, siracusano doc e giovane giocatore della formazione adranita in serie C. Di sicuro non un punto a favore dell’Aretusa, visto che coach Bonaiuto conosce a memoria i giovani aretusei, grazie al rapporto di amicizia che li lega, avendo giocato nei playground estivi anche insieme. Per coach Troia, lo spauracchio di turno si chiama Bulla, colosso di 194 cm che recita la voce del padrone sottocanestro. Ma il giovane Bulla finora non aveva fatto mai i conti con Luca Uccello, giovane Aretuseo, anno 94, che praticamente lascia solo le briciole dei rimbalzi all’avversario, e corredato da un bottino di ben 16 punti, si evidenzia come miglior giocatore dell’incontro. Accompagnato ovviamente da capitan Scrofani, play titolare della formazione aretusea di C2 e indiscusso leader della squadra U17.
La partita viene giocata punto a punto ma alla fine, complice il fischio di due falli tecnici e l’espulsione di coach Bonaiuto, l’Aretusa riesce a staccare il pass per la finale grazie alla freddezza da veterano di Simone Carpinteri (classe 95) che fa 6 su 6 ai liberi e chiude la partita.
Come detto in finale la squadra di coach Troia si ritrova, come da pronostico, i padroni di casa della Maurilio Milone di coach Cucinotta.
Obiettivo di coach Troia è quello di limitare Calogero Randazzo, pupillo di casa e autore in semifinale di ben 42 punti. E così gli mette alle calcagna il capitano Scrofani, che riesce a non far respirare il giovane Randazzo che non può fare altrettanto quando il capitano parte in attacco.
E così il primo quarto vede i ragazzi dell’Aretusa avanti per 21-13. Cucinotta aggiusta la difesa alla sua squadra e crea un vero e proprio bunker dentro l’area così da costringere l’Aretusa a cercare la via del canestro da lontano. Ma, non sempre riesce, e così la Milone si rifà sotto e chiude a metà gara addirittura avanti di 5 punti (33-38).
Al rientro coach Troia chiede più velocità nelle ripartenze in modo da evitare che la difesa possa posizionarsi, ma la stanchezza inizia a farsi sentire e non sempre c’è la giusta lucidità.
Nonostante tutto, c’è adesso più attenzione in difesa, Scrofani continua il suo lavoro di pedinamento su Randazzo, ma quando riparte è imprendibile e nessuno riesce a limitarlo, Luca Uccello colleziona rimbalzi a volontà e Luca Bianca pensa a scendere il pallone per impostare le azioni offensive. E così il parziale si chiude a favore dell’Aretusa, ma il punteggio vede ancora avanti i padroni di casa di un punto (56-55).
Il quarto tempo è degno di un romanzo giallo, dove alla fine può accadere di tutto. Scrofani ormai è stremato, ma i suoi compagni capiscono che non ci si può arrendere alla fine, e così si caricano di responsabilità e continuano a macinare gioco. Ci pensa Bellofiore (altro 95) a portare avanti la sua squadra, trovando 6 punti con tiri da lontano e con l’uomo addosso. Si va avanti di un punto quando ormai mancano 20 secondi alla sirena, fallo sistematico su capitan Scrofani che va in lunetta e realizza entrambi i tiri liberi. +3 (68-65). Capo d’Orlando conta i secondi, per cercare di trovare il tiro per andare all’overtime; si arriva a 9 secondi dalla fine della gara, tiro da lontano della formazione di casa che si stampa sul ferro, Luca Uccello ritrova tutte le forze per compiere l’ultimo salto per afferrare il pallone che possa determinare la vittoria. E non solo conquista palla, ma subisce pure fallo. Suona la sirena che fa entrare in campo la panchina biancoverde, ma l’arbitro dice che resta ancora 1 secondo da giocare, pertanto Luca Uccello va in lunetta, e poco conta se causa la forte emozione sbaglia i tiri liberi, perché ormai non c’è più tempo per la Milone di riacciuffare la partita.
Suona nuovamente la sirena, ma questa volta è quella che sancisce la vittoria dell’Aretusa nel torneo regionale U17. Finisce la partita, grande festa ed emozione in campo e sugli spalti per un traguardo inaspettato e per questo ancora più bello. I ragazzi festeggiano la vittoria saltando e gridando: “IMBATTUTI!!!” consci di aver compiuto un mezzo miracolo.












