Operazione Anti: inflitto duro colpo allo sfruttamento della prostituzione a Siracusa. Arrestata la padrona di giovani nigeriane

Operazione Anti: inflitto duro colpo allo sfruttamento della prostituzione a Siracusa. Arrestata la padrona di giovani nigeriane

Operazione Anti: inflitto duro colpo allo sfruttamento della prostituzione a Siracusa. Arrestata la padrona di giovani nigeriane
30 Settembre 2010







Il nome dell’operazione nasce proprio dall’Ibo, l’idioma nigeriano che le donne usavano per definire lei: ANTI la chiamavano, che in Italiano significa “padrona”.
Lascia poco spazio all’immaginazione questo termine, soprattutto quando è legato al lavoro svolto da donne nigeriane su quelle strade in cui, la sera, compaiono svestite, pronte a nascondersi nell’ombra alla vista di una pattuglia. E proprio per farle uscire da quell’ombra, la Procura di Siracusa ed i Carabinieri della Compagnia di Siracusa hanno iniziato una serrata attività di indagine che ha consentito, in poco tempo, di avere un quadro probatorio chiaro della attività criminosa.

Si è quindi accertato che, come usuale nella prostituzione di origine nigeriana:
1. il reclutamento delle prostitute era avvenuto nel paese di origine delle donne, spesso senza alcuna indicazione sulle difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro lecito;
2. l’arrivo in Europa era avvenuto attraverso i canali della immigrazione clandestina;
3. le spese del viaggio erano state sostenute da parte di una Anti o Maman, con conseguente nascita di un debito da parte delle ragazze;
4. una volta giunte in Europa avveniva l’inserimento nel modo del “lavoro”, con la induzione alla prostituzione per saldare il debito;
5. oltretutto, il debito originario collegato al viaggio, era incrementato dalla necessità di pagare le spese di vitto e di alloggio.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso nei confronti di NWEDIEI Joyce Anwuli, nigeriana classe 1973, accusata di aver sfruttato l’attività di prostituzione di altre 6 connazionali. Tutte donne che a lei dovevano cifre diverse, a seconda del debito contratto, e verso le quali la richiesta di denaro era costante. La Anti si informava del loro lavoro, di quanti clienti incontravano, dei prezzi delle prestazioni, dei controlli delle forze di polizia, e di quelle esigenze logistiche come l’affitto degli appartamenti o il trasporto delle ragazza da e per il posto di lavoro. Non sono emersi, invece, elementi che lasciassero ipotizzare i più gravi reati (spesso collegati alla prostituzione di origine nigeriana) di riduzione in schiavitù.

Il riscontro alle attività illecite della donne è giunto dall’ascolto delle intercettazioni, ma anche da servizi di osservazione mirati a riscontrare il lavoro svolto dalle donne nigeriane sulle strade di Siracusa, soprattutto operanti in viale Ermocrate. È lì che ieri sera i Carabinieri, solo dopo aver arrestato la NWADIEI, hanno potuto procedere alla identificazione di tre prostitute, emerse come vittime della NWADIEI.

Inoltre nell’abitazione della NWADIEI sono stati trovati appunti con somme di denaro riferibili alle prostitute appena identificate e, analogamente, a casa delle prostitute è stata sequestrata una agenda con la contabilità dei pagamenti di due ragazze e la annotazione “ho completato il mio debito il 23 di luglio. Dio ti ringrazio!”.

Le donne, condotte al Comando di viale Tica, sono state ascoltate alla presenza di esponenti dell’OIM, l’Organizzazione Internazionale per l’Immigrazione, Sezione di Agrigento, che hanno cercato di attivare le opportune procedure di tutela, assistenza ed inserimento a favore delle vittime dei reati connessi all’immigrazione.

Il fermo si è reso necessario per evitare il pericolo di fuga della NWADIEI, soggetto già collegato alla parrocchia di Bosco Minniti, e che aveva girovagato per l’Italia (ed anche all’estero) sin dal 1997, per poi approdare a Siracusa perché rassicurata da un’altra “Anti” che si trattava di una zona tranquilla per operare.

Per questo da oggi la donna è rinchiusa nella casa circondariale di Catania, in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento restrittivo.

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