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Pet Care: La Caccia, Barbaro Assassinio? No, Uno Sport Regolamentato!

Per quest’anno, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia, On.le Giovanni La Via, ha firmato il decreto che dà il via alla stagione venatoria sin dal 1° Settembre 2008, con chiusura in data 31 Gennaio.

L’apertura anticipata in Sicilia, rispetto a quella prevista dalla legge statale per la terza Domenica di Settembre, ha risvegliato lo spirito animalista di molte associazioni, quali LAV (Lega Anti Vivisezione), Partito dei Verdi, LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), LAC (Lega per l’abolizione della Caccia) e molte altre, che, nel loro estremo tentativo di tutelare il patrimonio faunistico, hanno giudicato tale provvedimento come un “aberrante attacco alla natura”, definendo “troppo permissive” le norme adottate.

Tuttavia il Decreto dell’Assessore, pur anticipando l’apertura, pone delle limitazioni. Infatti il calendario redatto prevede una suddivisione delle specie cacciabili in base al periodo.

Inoltre la caccia sarà consentita solo in giorni stabiliti e ulteriori divieti sono previsti in merito al tipo di arma utilizzata, ai territori praticabili e al numero di capi di selvaggina abbattibili.

Questa dunque, più che un’ordinanza spropositata, sembra rappresentare un inattaccabile ed equilibrato compromesso tra le parti.

Allora prima di trarre conclusioni affrettate, sarebbe meglio distinguere nettamente la caccia, approvata dalla legge e regolamentata, dalla barbara e illegale uccisione di animali, che preferisco definire “bracconaggio”. Non è da sottovalutare oltretutto che la caccia, purchè praticata nel rispetto delle leggi, riveste un ruolo fondamentale per mantenere un giusto equilibrio tra la densità delle varie specie animali ed il territorio che le accoglie.

La caccia è nata con l’Uomo, è stata in passato unico mezzo di sopravvivenza, fa parte delle Leggi della Natura…ed in un certo senso avvicina alla Natura, integra l’uomo con Essa.

Come in tutte le cose però, è necessario non abusarne. Per questo motivo non vanno condannati né i cacciatori, né i protezionisti, ma gli estremisti ed i fanatici, persone solitamente grette e pericolosamente accecate dalla bramosia di perseguire insani ideali.

ELISABETTA FERDINANDI

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