Protesta Movimento Forconi e Forza d'Urto, il commento dell'on. Pippo Gianni: "Sicilia non può non ascoltare"

"Oggi la Sicilia, non può e non deve non ascoltare un grido di dolore e di disperazione che rappresenta l’intero popolo siciliano". Commenta così l’on. Giuseppe Gianni del PID, la 4 giorni di protesta organizzata dal “Movimento dei Forconi” e dal movimento “ Forza d’Urto” per attirare l’attenzione delle istituzioni verso una situazione economica, sociale ed occupazionale che è diventata disperata.

“Sappiamo – aggiunge l’on. Gianni - che queste organizzazioni additano innanzi tutto la classe dirigente e che la ritengono responsabile numero uno della loro condizione.

Da anni mettiamo in evidenza che la pressione fiscale nel nostro Paese è troppo forte, che la Sicilia paga un prezzo altissimo in termini ambientali per la presenza di numerose industrie, senza avere il conseguente ritorno economico ed occupazionale. Sono anni che sosteniamo che è assurdo che a Siracusa, dove insiste il più importante polo di raffinazione del greggio dell’Europa, la benzina abbia costi stratosferici.

Non solo i nostri territori sono ormai intrisi di veleni in maniera irrimediabile, ma la disoccupazione aumenta di giorno in giorno; le nostre piccole e medie imprese dell’indotto chiudono perché le grandi committenti danno gli appalti alle imprese del nord e siamo costretti a subire i ricatti di questi industriali che un giorno si e l’altro pure minacciano di smontare tutto e portarlo all’estero. Solo per la bonifica che queste industrie sarebbero obbligate a realizzare ( il condizionale è d’obbligo ) ci sarebbe lavoro per i nostri giovani almeno per i prossimi 15 anni, ma nonostante sentenze dell’Unione Europea e impegni assunti in sede ministeriale queste bonifiche non partono mai”.

“Mi auguro – conclude l’on. Giuseppe Gianni – che coloro che stanno protestando in questi giorni, si uniscano a noi, la prima domenica di Marzo, per prendere parte alla catena umana che vogliamo realizzare attorno alle 4 raffinerie del triangolo Priolo, Melilli e Augusta, per chiedere a queste industrie che almeno nel territorio della provincia di Siracusa, rinuncino al loro guadagno nella benzina erogata alle pompe, in maniera tale da rifondare, almeno in parte il danno che la nostra popolazione subisce da 60 anni a questa parte. Potrebbe essere una risposta alle esigenze di coloro che oggi protestano, che tra le richieste della loro piattaforma rivendicativa, chiedono una diminuzione seria del costo della benzina”.