L’estate è appena iniziata e con essa ritornano le giornate trascorse al mare, le vacanze in montagna, lo sport all’aria aperta; aumenta in noi la voglia di uscire di casa e di vivere all’aperto.

La luce emessa dal sole nelle ore diurne ha un potente effetto positivo sulla nostra psiche, attivandola, promuovendo quelle reazioni biochimiche a cui consegue una sensazione di euforia e benessere psicofisico.
Ciò ha una ricaduta positiva sul nostro sistema immunitario, stimolandolo, e quindi aiutando il nostro corpo, a diventare più efficace nel difendersi dalle malattie.
Gli effetti positivi si ripercuotono anche sull’apparato osteo-articolare, “irrobustendo” le nostre ossa grazie ad una reazione chimica, che porta alla trasformazione della vitamina D in forma attiva proprio nella pelle irradiata dal sole, utile a prevenire l’osteoporosi, malattia molto diffusa.
Vi è anche una gran quantità di malattie della pelle che nei mesi estivi ha un netto miglioramento: l’acne, la psoriasi la dermatite atopica ed altre ancora.
Come possiamo vedere, l’effetto benefico del sole si manifesta a vari livelli, ma attenzione, perchè la linea di confine tra gli effetti benefici e le possibili insidie per nostra salute è molto sottile.
I danni causati dal sole sono legati essenzialmente da un superamento delle capacità di difesa della nostra pelle.
Accade allora che si possono avere tutta una serie di danni nel periodo immediatamente successivo alla esposizione: essi vanno dal semplice eritema alla formazione di bolle fino ad arrivare a dei veri e propri quadri di ustioni severi, che possono mettere in serio repentaglio la nostra salute, in special modo quella delle categorie più vulnerabili: i bambini e gli anziani.
I danni che la nostra pelle subisce possono manifestarsi anche nel lungo termine, dopo anni.
Si possono allora avere, un invecchiamento cutaneo precoce con aumento delle rughe, delle macchie cutanee, una variazione del colorito della pelle, fino allo sviluppo di vere e proprie forme cancerose con i tumori della pelle.
Occorre perciò seguire alcune piccole e semplici regole da mettere in atto: la prima è quella di usare il buon senso, e cioè di dare alla nostra pelle la possibilità di “organizzare” delle valide difese in maniera graduale e progressiva.
Quindi: esporsi al sole iniziando da piccole dosi (15-20 minuti), evitando gli orari centrali della giornata (dalle 11 alle 16); utilizzare, in special modo per i soggetti con carnagione più chiara ed i bambini, delle creme con alto fattore di protezione (la scala attuale prevede dei numeri crescenti, preceduti dalla sigla SPF, che vanno dal 5, bassissima protezione, al 50 altissima protezione) da ripetere frequentemente; evitare l’utilizzo di sostanze che “accelerano” l’azione dei raggi solari, come il bergamotto o altri.
Ricordarsi inoltre che una grande varietà di medicamenti di uso comune come antibiotici, farmaci cardioattivi o i contraccettivi estro progestinici, possono portare a delle reazioni indesiderate proprio per la loro azione foto sensibilizzanti e con lo sviluppo di eritemi, talvolta bolle o macchie della pelle.
MARCO FARINA - LEGGI LE ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE