Pet Care: “Mal Del Lunedì” ...Anche I Più Forti Ci Cascano!

Dopo giorni di duro lavoro, finalmente un week-and di sano riposo e poi…chi si muove più? Lasciato alle spalle lo stress di una pesante e “infinita” settimana, non è sempre rigenerante un giorno di completo relax! E’ difficile riprendere il ritmo, è come avvertire di botto tutta la stanchezza accumulata. Il corpo quasi non regge e le forze vengono meno…

"Ecco a voi il celeberrimo e temuto Lunedì!".
Così come uno stacanovista in carriera, il cavallo sportivo è tra tutti il più sensibile a quella che in gergo viene chiamata proprio “Malattia del Lunedì”. In realtà, dietro quella che può sembrare semplice stanchezza e “bisogno ancora di vacanza”, c’è una spiegazione medica molto più complessa ed un quadro clinico che può assumere anche caratteri seri e di rilevante gravità.

Diversi sono gli aspetti sintomatologici riscontrabili, per questo la si può designare in molteplici modi: Azoturia, Mioglobinuria Paralitica, Tying Up, ma in base al riscontro istopatologico, che rende manifesta la distruzione delle cellule muscolari, il termine medico che più si adatta a questa patologia è Rabdomiolisi.

Nei casi più lievi il cavallo manifesta rigidità del bipede posteriore e dolorabilità alla palpazione dei glutei, che assumono consistenza lignea. In quelli più gravi invece possono comparire segni più imponenti, con sudorazione profusa, aumento della frequenza cardiaca, tipiche urine color caffè (mioglobinuria) e, negli stadi più evoluti, il cavallo rimane coricato e non accenna ad alzarsi.

In passato l’eziologia si riconduceva esclusivamente alla somministrazione di una razione eccessiva di cereali nel giorno di riposo. L’ energia fornita da tali carboidrati e non utilizzata per mancanza di esercizio, potrebbe determinare l’accumulo di glicogeno a livello muscolare, con produzione di una quantità eccessiva di lattato, dovuta al metabolismo anaerobico di alcuni fasci di fibre muscolari. L’accumulo di acido lattico comporta un abbassamento del pH muscolare con degenerazione e necrosi delle fibre e conseguente liberazione di mioglobina.

Oggi invece, anche se la patogenesi rimane ancora incerta, sembra siano implicate anche una componente genetica, una carenza di Vitamina E e una carenza cronica di sodio e potassio. Un discorso a parte dovrebbe poi essere fatto per le forme di Rabdomiolisi causate dall’uso illecito di sostanze dopanti, come Anfetamina e derivati, Cocaina, Eroina, etc., ma rimando la discussione ad un prossimo approfondimento.

Se sospettiamo che il nostro cavallo sia affetto dal “Mal del Lunedì”, la prima cosa da fare è un esame del sangue al fine di valutare l’ attività degli enzimi sierici, quali creatinchinasi (CK) e aspartato aminotrasferasi (AST). Questi enzimi sono espressione di danno muscolare e aumentano molto rispetto ai valori normali. Importante è anche effettuare un esame delle urine per tenere sotto controllo l’escrezione urinaria di elettroliti (sodio,potassio,calcio e fosforo), poichè i cavalli affetti da rabdomiolisi cronica sono predisposti a carenze degli stessi.

Il trattamento delle forme più gravi deve essere mirato innanzitutto a limitare i danni renali, che potrebbero sfociare in grave insufficienza, dovuti sia ad un’ ischemia della corticale renale causata dall’ipovolemia, cioè dalla diminuzione del volume di sangue circolante, dovuta allo stravaso di liquidi dal letto vasale agli interstizi, sia alla precipitazione dei pigmenti emoglobinici in sede renale. Bisogna quindi in primis contrastare l’ipovolemia attraverso la somministrazione di fluidi per via endovenosa e poi alleviare i segni clinici con Cortisonici o Antinfiammatori non Steroidei, come il Fenilbutazone.

Per le forme più lievi può essere utile innanzi tutto far pesseggiare il cavallo durante l’attacco dei dolori, perché il decubito prolungato potrebbe anche essere fatale, e somministrare Vitamina B e l’associazione Selenio-Vitamina E, che accelerano il recupero fisico. I cavalli vengono quindi lasciati a riposo per 3-4 giorni per poi riprendere gradualmente l’allenamento.

Per i soggetti affetti dalla forma ricorrente della malattia e quindi più sensibili ai cambiamenti di management, è consigliabile, oltre a sottoporli a sforzi meno intensi, diminuire la quantità di granaglie nella razione e sostituirle con maggiori quantità di fieno ed integrare la dieta con elettroliti (ad esempio con i cosiddetti “blocchetti di sale”).

Il Lunedì è un giorno pesante davvero per tutti e quasi mai si tratta di “capricci per non andare a scuola”! Non bisogna allora mai banalizzare il malessere dei nostri cavalli, possederne uno significa prendersene cura, prestare attenzione a tutto quello che Lui cerca di comunicarci, senza mai sottovalutare le Sue richieste di aiuto! Solo così potremo ricevere le soddisfazioni e le prestazioni atletiche che ci aspettiamo, perché questo sarà il Suo modo di dirci “Grazie!”.

ELISABETTA FERDINANDI - LEGGI LE ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE