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Stilosophy: Sale La Febbre Di Facebook! Causa Effetti Collaterali, Usare Con Cautela!

Qualcuno vi si avvicina per mera curiosità, qualcun altro perché reclutato da un terzo. I più scettici lo considerano un attentato alla privacy, una prigione in cui ci si spia e, nel peggiore dei casi, ci si insulti o diffami. Per i più ottimisti è un passatempo divertente! Nel bene o nel male: chiunque ne parla! Si tratta della più importante piazza virtuale, in cui vita reale e digitale vanno di pari passo, il social network più cliccato del momento: Facebook!

Creato nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg come mezzo di comunicazione tra gruppi studenteschi, il sito, prende il nome dagli annuari con le foto di ogni membro (facebooks) che i college statunitensi pubblicano all’inizio dell’anno accademico e distribuiscono ai nuovi studenti, come una sorta di presentazione del campus. Oggi vanta ben 132 milioni di iscritti di cui 3 milioni nel nostro Paese. I tecnofobi si arrendano: basta iscriversi al sito, creare un proprio profilo e il gioco è fatto!

La sensazione è che su questo social network ci siano proprio tutti! Si scende in piazza sfoggiando il proprio profilo personale, con una cernita speciale delle migliori foto che farebbero invidia a qualunque agenzia di modelli e con l’esibizione dei propri amici e delle persone che potresti conoscere. Ed eccoci all’interno di una rete sociale virtuale in cui si incontrano vecchi e nuovi amici, ci si riunisce in gruppi, si creano eventi e aree di discussione. Il tutto assolutamente gratis per l’utente! Infatti, l’unico requisito per accedervi è possedere un indirizzo di posta elettronica.

Naturalmente si è ben coscienti che la nostra vita reale sia fatta di corpi visibili e palpabili, di incontri in carne ed ossa e che FB ne rappresenti solo una piccola parentesi. Per questo, inizialmente lo si vive con distacco e freddezza: se ci si iscrive è solo ‹‹giusto per …››, perché ‹‹figuriamoci se posso mettermi a perdere tempo con queste cose inutili!››. Nel frattempo, sui mezzi pubblici, al bar, nei pub … è l’argomento principale! Si scopre di gente che ha ritrovato il suo primo fidanzatino o che ha conosciuto quella ragazza che aveva notato a quella festa! Per non parlare dei megaparty che ruotano attorno a questo fenomeno che registrano tantissima partecipazione. Insomma, tutte piccole appaganti conquiste …!

Ad un certo punto, anche i più duri decidono di seguire il mood: ci si iscrive e si scopre che non è così male. Ci si chiede perché non andare alla ricerca di quella persona che non si vede da una vita. Dopotutto basta un clic e si è tra loro! Quindi si va all’attacco: si comincia con il reclutamento di amici. Quando la ricerca va a buon fine, è una festa! Nella maggior parte dei casi, segue subito lo scambio di e-mail e frasi del tipo ‹‹quanto tempo!››, ‹‹cosa fai nella vita?››.

E avanti così con tutte le domande di rito dopo anni di silenzio, fino ad arrivare alla promessa: ‹‹dobbiamo rivederci, dai!››. Nel migliore dei casi tutto questo accade. In altri, ci si accorge che quelle parole, altro non erano che delle frasi di circostanza. Insomma, scovare quella persona del passato, non vuol dire che questa stessa debba tornare a far parte del proprio presente! In fondo se non si hanno rapporti da anni, forse una ragione ci sarà!

Nonostante questa cruda scoperta … si decide di rimanere: è divertente parlare con i propri amici, scambiarsi le foto delle vacanze o della serata pazzesca e poi … si ha tutti sotto controllo! Si, perché FB solletica il nostro istinto becero di curiosare nelle esistenze altrui ... il nostro voyerismo: siamo figli del Grande Fratello, è inutile negarlo! Ed è per questo che i più severi si chiedono quanto questo strumento possa essere davvero compatibile con il diritto personale alla privacy.

Il problema si aggrava nei casi in cui questi profili nascondono identità fasulle, fino ad arrivare ad autentiche appropriazioni indebite di personalità, come nel caso di chi si finge un personaggio famoso e si registra a suo nome, ingannando così gli altri utenti e arrivando persino a rispondere a e-mail e messaggi al posto del vip in questione. L’attore Carlo Verdone, ha recentemente scoperto di avere ben tre cloni su Facebook, ma anche altri come Alessandro Gassman, Cristiana Capotondi, Monica Bellucci, Giorgio Pasotti hanno dovuto smentire, attraverso il sito internet o l’ufficio stampa, la propria presenza sul social network.

Da un altro canto, FB dà la possibilità di essere un po’ reporter di se stessi: si può dire cosa si stia facendo in quel momento, pubblicare degli eventi, piuttosto che ricordare date o rievocare personaggi importanti, o ancora creare una fotocronaca della propria vita e “taggare” gli amici! Poco importa se tutte quelle microinformazioni su di sé, rendano un po’ pubblica la propria immagine; se ciò che si scrive una volta, rimanga scritto per sempre, lì sulla propria bacheca virtuale; se tra le centinaia di contatti ce ne siano alcuni di cui non si ricordi o non si sappia nulla! Per la maggior parte, tutto questo non è propriamente uno snaturamento della normale gestione dei rapporti interpersonali, come pensano i più critici … anzi! A volte ne è un supporto: basta sfruttarne le potenzialità in maniera sana!

Innanzitutto si ha la possibilità di far accedere al proprio profilo solo gli amici, quelli fidati o presunti tali! Se ci si è pentiti di aver “added” quel conoscente invadente o antipatico, si può sempre cancellare, o ignorare una richiesta d’amicizia! Ed infine se non si è più disposti a far sapere tutto di sé o ci si accorge che ‹‹Tra FB e Messenger non si è concluso nulla anche oggi››, si può sempre passare al contrattacco! Si può uscire dal “tunnel”!

A tal proposito, alcune aziende si stanno già organizzando con misure di divieto e filtri per dipendenti troppo distratti dall’attraente facebook-world. Altri cercano qualche rimedio per smettere di “distrarsi”. C’è chi ha scelto di avere due computer: uno, scollegato alla rete, sulla scrivania su cui si lavora, l’altro, nella parte opposta della stanza, riservato al surfing in rete. O ancora, c’è chi si fa aiutare da un timer: si concede dieci minuti di internet dopo un’ora di lavoro. Altri ancora ricorrono alla scelta estrema di cancellarsi!

Quest’ultima soluzione è un po’ drastica, ma … è a questo punto che ci si rende conto di quanto sia difficile rinunciarvi, pur sapendo che ci si è avventurati solo per gioco! E ci si accorge solo allora che forse si è un po’ FB-dipendenti: si cerca di allontanarlo ma non si resiste alla tentazione di sbirciare su chi faccia cosa, chi ci abbia cercato o chi sia il nuovo arrivato … così ci si ripromette: ‹‹l’ultimo giro … e poi smetto! ››. E ci si ritrova ancora lì … provare per credere!

LARA LUCIANO - LEGGI LE ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE

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