Mensa, self-service e bar: impariamo a scegliere
Quando consumare il pranzo presso la mensa aziendale o al self-service è una abitudine o una assoluta necessità, la regola d’oro consiste nel tentare di variare con regolarità i menù scelti. In questo modo la dieta non sarà monotona ma, soprattutto, sarete in grado di assicuravi più facilmente il giusto apporto dei nutrienti necessari. Carne rossa e bianca, ad esempio, possono essere alternate non solo tra di loro ma anche con altri piatti quali pesce, legumi, uova e funghi a foglia larga (tipo “pletorus”).
Se la linea preoccupa è una buona abitudine consumare, come prima portata, una porzione di verdura. Una insalata o ortaggi in crudo (ottimi finocchio, sedano e cetrioli) non conditi o conditi con un filo di olio extravergine di oliva avranno, grazie all’elevato contenuto in fibra, l’effetto di farvi sentire sazi con ampio anticipo.
Un piatto di pasta o di riso può tranquillamente diventare un mono-piatto bilanciato ed equilibrato se impariamo a scegliere i condimenti. La presenza della fibra (qualche esempio: pasta o riso al pomodoro, con i legumi, con le zucchine o con i
funghi, riso freddo, etc..) aumenta notevolmente il potere saziante della portata.
Pasta e riso integrali, inoltre, garantiscono in maniera meno dipendente dal condimento il facile raggiungimento del senso di sazietà desiderato.
Gli stessi criteri valgono nella scelta del panino: spesso unica portata per il pasto di milioni di italiani. Un panino integrale sazierà più a lungo e in maniera più salutare. Tanto più se ad un affettato (meglio se magro) si associa qualche foglia di lattuga piuttosto che di formaggio.
Attenzione ai panino e tramezzini già pronti: il consiglio è di assicurarsi che non contengano strutto e grassi vegetali idrogenati. Leggere la lista ingredienti è un rimedio facile e veloce.
Non di rado, tanto a pranzo quanto a cena, è frequente il consumo della pizza: in questo caso il consiglio consiste nell’evitare di consumare pizze eccessivamente
condite. Le calorie apportate, infatti, variano enormemente in base ai condimenti aggiunti di volta in volta.
In caso di problemi con la bilancia è assolutamente preferibile una formulazione molto semplice con poco formaggio e senza olio di copertura. Evitare, inoltre, di associare qualsiasi bevanda alcolica, dolce o gasata al consumo della pizza: l’acqua minerale è la migliore soluzione.
Gli assidui frequentatori di fast-food hanno a disposizione, già da qualche anno, la possibilità di scegliere menù equilibrati ad alto contenuto di fibra proveniente da frutta e verdura. Il consiglio è di evitare bevande zuccherate, salse e alimenti fritti.
Qualunque sia il pasto di norma consumato fuori casa, bisogna sempre imporre a se stessi di non consumarlo di fretta con l'ansia di tornare il prima possibile al lavoro o agli studi.
Lo stress derivante da tale atteggiamento rende difficile la digestione dei cibi. Non solo, la scienza ha ormai dimostrato che sono necessari almeno quindici minuti
affinché al cervello arrivino i primi segnali di sazietà. Chi è abituato a mangiare in fretta, pertanto, corre il rischio di ingrassare più facilmente e ad avere un minore rendimento lavorativo e scolastico in quanto le difficoltà digestive abbinate all'eccesso di cibo abbassano la soglia di attenzione e di concentrazione.
L’aperitivo, calorico come un pasto!
Un pericolo per la linea deriva, inoltre, dal consumo di salatini e frutta secca salata spesso in bella mostra ai banconi dei bar. Molto calorici e ricchi di sale, sono spesso associati a diverse portate (assaggi di primi piatti, sott’oli, rosticceria, etc..) e al consumo di una bevanda alcolica o analcolica per il sempre più alla moda “aperitivo”. Se l’abitudine a consumare tale “fuori-pasto” diventa consolidata si deve considerare il fatto che spesso le calorie raggiungibili con un “semplice” aperitivo superano di gran lunga quelle derivanti da un pasto completo.