Oltre Il Limite: Andrea Vola....Con Un DeltaMotore Sopra Taormina

L’anno scorso a Maggio dopo il 1° lancio col paracadute ho voluto conoscere i ragazzi di Etnafly per volare col parapendio.

Etnafly è la scuola creata da Angelo D’Arrigo.
Ci siamo incontrati e mi hanno detto che bastava solo dirgli quando e loro sarebbero stati ben felici e disposti a portarmi in aria.
Non ci crederete ma è passato quasi un anno, ci ho sempre pensato ma per un motivo o per un altro ho dovuto rimandare. Finalmente però è arrivato il momento che aspettavo, un week-end libero.
Mi sembra il periodo e il momento giusto per volare col deltamotore, telefono allora a Claudio Italiano.

Si rende subito disponibile e mi dice che possiamo volare proprio quella mia domenica libera alle 15.
Appuntamento all’Avio superficie di Fiumefreddo. Da quel momento non ho fatto altro che pensare a come mi sarei sentito lassù a 500 metri s.l.m. col vento in faccia a 100 Km/h.
Emozionato domenica, dopo un pranzo con gli amici in riva al mare, ci dirigiamo verso il campo volo.

Il traffico di aerei ultraleggeri mi fa rimanere a bocca aperta e ancora una volta respiro aria di passione, quanta gente si diverte, quante cose ci sono che ci possono rendere felici e invece il più delle volte molte persone rimangono chiuse in casa a farsi assalire da problemi spesso inesistenti.
Tutti dovrebbero avere la forza di reagire e continuare ad affrontare la vita divertendosi e vivendo da attori e non da spettatori.

Incontro Gaetano, amico paracadutista, mi invita a fare un giro sul suo ultraleggero ma voglio rinunciare e cedere il mio posto ad una cara amica nonché fidanzata del mio migliore amico. Io sono troppo concentrato al volo che farò col deltamotore e per questo mi allontano avvicinandomi all’hangar di Etnafly attraversando gli altri “garage” che custodiscono tutte le più svariate tipologie di mezzi volanti curati gelosamente dai rispettivi proprietari.

La maggior parte uomini di mezza età che hanno un trascorso in aeronautica o marina. Persone distinte, gentili e disponibili pronte a farsi avanti per aiutarmi o darmi delucidazioni.

Da lontano un uomo in maschera mi fa un cenno, non è carnevale, deve essere sicuramente Claudio che mi ha riconosciuto.
Mi avvicino e ci presentiamo, indossa la maschera per il freddo, vola tutto il giorno e non può rischiare di congelare…
Prima di me deve volare con un’altra persona sull’autogiro, una forma di elicottero ma non lo è, poi si dedicherà a me.

Nel frattempo do un’occhiata all’hangar e mi colpisce la parete con alcune foto di Angelo, mi fermo ed entro in uno stato di leggerezza unica, non so cosa mi è successo, abbasso lo sguardo e mi commuovo quando vedo sua mamma. E’ seduta, parla con gli amici, le foto di suo figlio alle spalle come se la proteggessero dal dolore. Quanto dolore, troppo dolore anche per l’umanità, è un peccato aver perso uno “scienziato” come Angelo.

Vicino a me il deltamotore con cui volerò, lo guardo incuriosito, cerco di distrarmi ma il mio pensiero e i miei occhi sono puntati verso quella parete. Vorrei avvicinarmi ma non ho la forza poi lei mi guarda io le sorrido e lei ricambia. In quell’istante ci siamo detti tutto, tant’è che mi sono sentito più sereno.

Poco dopo arriva Claudio, mi spiega tutto del deltaplano mentre controlla scrupolosamente il motore e il funzionamento dell’ala.
Salgo e sono già pronto per volare, la seduta è stretta ma non fastidiosa, mi sento un tutt’uno col mezzo e mi sento coccolato come le gru siberiane di Angelo sotto quest’ala…

Voleremo grazie a questa, inventata qualche secolo fa da Leonardo Da Vinci che la battezzò “La Piuma”.
Claudio accende il motore che ancora freddo ci chiede qualche minuto a bordo pista. Intanto parlo un po’ del mio progetto e dell’ associazione freeelements e Claudio mi sembra interessato e partecipe.

Siamo pronti, andiamo verso l’estremità della pista abbassiamo la visiera e via a tutto gas. Il motore Rotax 1200 ci fa correre veloci verso l’altro lato della pista fino a quando Claudio spinge in avanti il trapezio per puntare verso l’ alto la vela, in un attimo ci stacchiamo da terra. Mare a destra ed Etna a sinistra, Taormina proprio difronte a noi. Panorama nuovo, bellissimo, sensazione di volo già vissuta ma percezione completamente diversa.

E’ un misto tra volare con l’ultraleggero e andare in moto. La prima perché sono a circa 500 metri dal suolo la seconda invece perché col casco ben allacciato mi faccio accarezzare dal vento e ogni virata è come una piega.
Mi sento parte integrante dell’aria, credo che il delta motore sia il mezzo più vicino al volo degli uccelli o forse non è così ma in base alla mia esperienza mi viene da pensare così.

Claudio mi cede il comando per farmi pilotare, lo sposto verso sinistra per andare a destra e viceversa poi tiro verso di me per andare giù e spingo in avanti per tornare su. E’ facile e molto intuitivo ma sono aiutato dalle condizioni meteo e dalle mani sempre vigili del mio nuovo amico.

Mi dice di puntare verso Taormina facendo però attenzione alla rotta di un ultraleggero vicino, sorvoliamo il teatro greco…….spettacolo incantevole! Poi il centro storico e per chiudere in bellezza dopo aver restituito il comando andiamo verso l’alto, sempre più in alto e poi silenzio e giù in picchiata a tutta forza. Vuoto incredibile, sensazione di smarrimento, senza fiato con contorno di gioia e adrenalina a mille.

“Tutto bene, tutto bene” dico a Claudio che continua a farmi divertire portandomi in mezzo alle nuvole. Non si vede niente, tutto bianco che quasi mi colora.
Quante emozioni in così poco tempo e non finisce qui, proprio ancora in mezzo alle nuvole andiamo verso l’alto, stallo e poi di nuovo giù. Sembra di fare le montagne russe al buio ma qui è molto più bello. Ancora in picchiata viriamo a spirale verso il lato destro, 4, 5,6 forse 7 giri che sembrano non terminare mai, poche volte mi sono sentito così libero.

Mentre lo ringrazio per questo passiamo dal campo dove atterrano i ragazzi di Etnafly col parapendio.
Salutiamo con un mix di virate da capogiro: destra, sinistra, su, giù, sembra un pazzo scatenato ma i suoi movimenti sono fermi e precisi. Sa quello che deve fare e mi trasmette sicurezza, mi dice che pilota questi mezzi da 13 anni e capisco quindi tanta bravura. Atterriamo leggeri come una piuma, ci abbracciamo e mi ripete che ogni volta che ne avrò voglia sarà felice di portarmi a fare un giro.

Non smetterò mai di ringraziarlo per i momenti suggestivi, magici e adrenalinici, per le parole, per essere stato premuroso e attento insomma per tutto. Grazie Claudio.
Subito dopo saluto i miei amici vecchi e nuovi dell’avio superficie e lancio un ultimo sguardo a quella parete con le foto di Angelo.
Sarà questa l’immagine, legata al deltamotore, che attaccherò alle pareti del mio cuore e sarà l’immagine di apertura di tutte le attività che farò in aria.

ANDREA MARCHESE - LEGGI LE ALTRE RUBRICHE DELLO STESSO AUTORE