
Una stagione esaltante, alla sua prima esperienza da allenatore in una società che l’ha fatto crescere prima come uomo e poi come atleta.
Parliamo di Aldo Baio che, da giocatore capitano e tecnico delle giovanili, da quest'anno guida la prima squadra.
Abbiamo incontrato il giovanissimo allenatore dell’Ortigia di Pallanuoto chiedendogli cosa ne pensava di questa prima stagione, che fino a questo momento lo vede ad un passo dalla promozione in serie A1.
“Il bilancio di questa stagione è molto positivo e soprattutto inaspettato”
L’aver maturato l’esperienza con il settore giovanile l’ha aiutata a gestire un gruppo così ambizioso e numeroso?
“Certamente provenendo dal settore giovanile ho maturato quell’esperienza e quel pizzico di “severità” che, nel gestire un cosi nutrito gruppo di ragazzi, a volte è necessaria.
Devo ringraziare soprattutto la grande professionalità della “vecchia guardia”, che fino a qualche stagione fa erano miei compagni di squadra”
Parlando appunto “vecchi”, chi l’ha sorpresa maggiormente?
“Molti dei ragazzi che scendono ogni settimana in acqua a difendere i colori dell’Ortigia sono stati miei compagni di squadra, e far trovare loro nuovi stimoli è stato per me una grande soddisfazione.
Mauro Bordone e Riccardo D’Antoni si sono calati perfettamente nella parte, il loro è stato un comportamento al di fuori di ogni attesa, hanno dimostrato, lungo
l’arco della stagione, la loro professionalità e il loro essere campioni in campo e fuori”
L’avere in squadra molti ragazzini classe 1990 e addirittura un classe ’92 come Sebastiano Di Luciano ha creato problemi nella gestione dello spogliatoio ?
“Ovviamente non è sempre tutto così facile come sembra, tante volte le vittorie nascondono problemi che sono all’ordine del giorno e chiaramente le vittorie danno morale.
La professionalità dei “veterani” mi ha aiutato anche in questo, ed è stata la chiave di volta di queste numerose vittorie.
I ragazzini, da parte loro, sono davvero da ammirare, oltre ad andare molto bene a scuola, si allenano due volte al giorno e rappresentano il futuro della nostra società, siamo molto fieri del loro comportamento”
Qual è stata la molla che ha fatto della pallanuoto la tua passione più grande?
“Ciò che da piccolo mi ha spinto a scegliere la pallanuoto, e non il calcio come tanti ragazzi, è stato l’aver da sempre frequentato la piscina della Cittadella Dello Sport.
L’aria della serie A, le gesta dei grandi campioni come Alessandro Campagna e Paolo Caldarella, il sogno di diventare un giorno come, mi ha portato a provare ad imitare la loro gloriosa carriera”
Cosa direbbe ad un ragazzino che vorrebbe provare a diventare un “campione” come ha fatto Lei?
“Posso solo ribadire che, come nel calcio, solo ammirando i gesti tecnici dei grandi campioni o appassionandosi alle grandi vittorie, si possono far avvicinare i ragazzini in piscina.
Ed è proprio su questo che stiamo lavorando, riformare quel famoso “settebello” che riempiva le tribune della piscina “Lo Bello”, adesso intitolata alla memoria di Paolo Caldarella”
Adesso finalmente la serie A1 è ad un passo, dopo una stagione vissuta da indiscussi protagonisti, cosa si sente di dire?
"Il 24 Giugno alle h.19:00, alla piscina Caldarella, ci giocheremo una stagione intera.
Dovremo dimenticare quanto di buono è stato fatto fino ad ora, perché sarà una finale tesissima e importantissima e giocare la prima in casa certamente ci aiuterà. Da questa finale uscirà la squadra che ha meritato maggiormente l’accesso in A1, serie dalla quale da troppo tempo questa società e questa città è stata lontana, e speriamo di non mancare un appuntamento così importante".
In bocca al lupo.
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