Nuovo ospedale, Progetto Siracusa apre a una nuova area: “ma parliamo di atti amministrativi, non di passerelle”

Per Reale e per il suo gruppo, infatti, a oggi non si è ancora realmente centrato il vero problema, che non sarebbe l'area di per sé ma l'assenza di un progetto da parte dell'Asp e soprattutto l'assenza di qualsivoglia atto amministrativo urbanistico

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Progetto Siracusa conferma di non essere affezionata alla scelta della Pizzuta per il nuovo ospedale, ma chiede di smetterla con le passerelle e di passare agli atti concreti. Ecco i motivi dell’astensione alla seduta aperta di lunedì in Consiglio comunale sul nuovo ospedale, ma il capogruppo Ezechia Paolo Reale traccia la via, anzi le vie perseguibili per la creazione del nuovo nosocomio.

E lo fa insieme con l’altro consigliere comunale Curzio Lo Curzio e Luigi Cavarra (altro esponente di Progetto Siracusa) dicendosi disponibile a cambiare l’area individuata dal Prg, non temendo paventate richiesta di risarcimento danni e “sconfessando” anche alcuni alleati tra i banchi dell’opposizione in Consiglio comunale, che di modificare l’idea Pizzuta proprio non vogliono saperne. “Purché ci si muova tra le regole e i principi urbanistici” precisa il leader di Progetto Siracusa.

Per Reale e per il suo gruppo, infatti, a oggi non si è ancora realmente centrato il vero problema, che non sarebbe l’area di per sé ma l’assenza di un progetto da parte dell’Asp e soprattutto l’assenza di qualsivoglia atto amministrativo urbanistico. “Le strade perseguibili – precisa Reale – sono tre: la classica variante urbanistica, una variante semplificata o ancora la convocazione di una conferenza dei servizi. Il Comune, con l’atto di indirizzo approvato dalla Giunta ha scelto la prima via, la più lunga, io avrei fatto una scelta differente ma è un primo passo comunque“. Una precisazione che però non ha il sapore di bocciatura nei confronti del sindaco – che ha dato mandato al dirigente di verificare, in pratica, la relazione dell’esperto dell’Asp – ma semplicemente una constatazione.

Anche se Reale dà merito al primo cittadino di aver “finalmente” compiuto un primo atto concreto, per mettere nelle condizioni ideali il Consiglio di poter prendere una scelta definitiva: “adesso il sindaco deve anche dire all’Asp di sbrigarsi, perchè a oggi non esiste alcun progetto neanche preliminare e di conseguenza non esistono provvedimenti urbanistici da attivare. Allo stato attuale la scelta dell’area è ininfluente, l’Asp ci dica con le procedure di legge dove vuole farlo. Ma parliamo di atti amministrativi carte alla mano, basta con le passerelle.”

Al momento, infatti, sia la rete ospedaliera regionale, con tre Dea di II livello a Catania e nessuno a Siracusa e Ragusa, sia la mobilità passiva, non premiano la sanità della nostra provincia. “Il dato con la sola Catania – conclude Reale – parla di una mobilità passiva, cioè di cittadini siracusani che si spostano nel capoluogo etneo, di circa il 20%. Vale a dire che la nostra azienda sanitaria ogni anno versa un quinto del proprio bilancio a quella etnea. Vista la rete sanitaria regionale che prevede il bacino Siracusa – Catania – Ragusa con cui si è creato un vero e proprio escamotage per consentire i tre dea di II livello a Catania, chiedo provocatoriamente che l’Asp non paghi più la mobilità passiva“.

Ma questo è un altro discorso, adesso non resta che attendere le prossime mosse. E il 29 si aspetta la relazione del dirigente sulle aree.


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