Pachino, Riscossione tributi, spese della Municipale, inventario dei beni non aggiornato: tutte le criticità di un Comune che oggi vuole parlarne a porte chiuse

Il Collegio dei revisori contabili ha riscontrato infatti gravi irregolarità nel corso delle ordinarie operazioni di verifica di cassa. Ecco ciò che, in sintesi, è stato riscontrato

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La seduta di Consiglio comunale sul verbale dei Revisori contabili rinviata a questa sera. Ieri, infatti, è caduto il numero legale quando il presidente dell’assise Turi Borgh ha deciso di discuterne a porte chiuse per tutelare le persone coinvolte. Un’idea che non è piaciuta all’opposizione, uscita dall’aula chiedendo trasparenza all’amministrazione comunale perché il punto da trattare riguarda il modo in cui sono stati spesi soldi pubblici. Il Collegio dei revisori contabili ha riscontrato infatti gravi irregolarità nel corso delle ordinarie operazioni di verifica di cassa. Ecco ciò che, in sintesi, è stato riscontrato.

Riscossione tributi comunali.

Manca la rendicontazione dell’agente contabile esterno Mazal Global Solution, non pervenuta nonostante le richieste dei responsabili del Servizio finanziario e dell’Ufficio Tributi, che ha inviato le richieste per conoscenza anche alla Procura di Milano e di Siracusa. La Mazal avrebbe dovuto presentare una rendicontazione trimestrale e riversare le somme incassate dai contribuenti. Il Collegio ha esaminato anche il contratto per l’affidamento del servizio di gestione e riscossione spontanea e coattiva delle entrate comunali stipulato a luglio del 2011 e valido fino a dicembre 2019 con la società Aipa Spa.

Nel 2015 la società ha stipulato un contratto di affitto del ramo di azienda a favore della società del gruppo Kgs spa, priva però dei requisiti di legge per esercitare la riscossione, che ha indicato nella Mazal la titolare del contratto di affitto. Il tutto si evince anche dall’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Milano nei confronti di amministratori e consulenti di Aipa, Kgs e Mazal.

A ottobre del 2015 il sindaco Roberto Bruno firma un accordo manoscritto con i rappresentanti della società riducendo, a vantaggio del Comune, gli aggi della riscossione. Atto formalizzato nel marzo del 2016 con delibera di Giunta, che da indirizzo all’ufficio Contratti di verificare i requisiti di Aipa e Mazal. Solo che l’ufficio Contratti non sembra abbia mai acquisito alcuna documentazione. Nel frattempo la Mazal, visto lo stato di insolvenza, viene ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria con la nomina di un commissario e i revisori scoprono che l’impresa è cancellata dall’Albo dei gestori dell’accertamento e riscossione tributi locali ma può continuare a svolgere l’attività fino alla conclusione delle convenzioni vigenti.

Dall’1 gennaio 2016 a oggi non risultano riversamenti effettuati dalla società alla tesoreria del Comune, che si trova davanti a un agente di riscossione fortemente indebitato in amministrazione straordinaria che riscuote parte delle entrate comunali, non rendiconta quanto e cosa ha incassato e non riversa quanto riscosso. E nel frattempo l’amministrazione non ha posto in essere alcun atto diretto alla risoluzione del rapporto con l’impresa.

Gestione delle spese del Comando di Polizia municipale.

A settembre del 2016 i Revisori chiedono conto della gestione al comandante della Polizia municipale Nicola Campo, che dopo ripetuti solleciti consegna estratto conto e copie di fatture e scontrini fiscali per spese effettuate, ma senza fornire alcun prospetto di rendicontazione e una spesa complessiva di 45.840 euro attraverso assegni staccati dal 4 gennaio al 29 agosto 2016 nello stesso conto in cui confluiscono i proventi delle contravvenzioni per un totale di accredito di 71.337,20 euro.

Da una verifica incrociata è risultato che gli assegno non sono affluiti sul conto della Tesoreria unica, che non è nemmeno a conoscenza del conto corrente postale; i pagamenti dei fornitori sono stati effettuati attraverso fatture analogiche e non con quelle elettroniche; i pagamenti effettuati attraverso assegni sono stati effettuati senza preventivo impegno di spesa né mandato di pagamento; sono state effettuate violazioni di norme fiscali senza lo “split” dell’Iva che sarebbe dovuta finire direttamente nelle casse dell’amministrazione pubblica; le spese sono state effettuate in violazione del regolamento del Corpo di Polizia municipale e per quelle pagate non risulta richiesto e acquisito il Durc; a fronte degli assegni emessi, manca la rendicontazione e non si riesce a correlare i pagamenti con le poche fatture o le pezze giustificative di spesa che complessivamente colmano poco più di 13 mila euro. In pratica il comandante ha creato una vera e propria contabilità separata dall’ente, con una gestione autonoma, indipendente e incontrollata di parte della spesa del Corpo e ciò sembra configurare l’ipotesi di danno erariale.

Registri dei diritti di segreteria dell’Ufficio Servizi Demografici

Per 13 certificati rilasciati è stata rilevata la cancellazione che non consentiva di intravedere l’importo scritto. Il dipendente che li ha rilasciati si è giustificato affermando di essere in esenzione ma la mancata annotazione dell’esenzione e della cancellazione associata alla mancanza di controllo sui certificati limita la possibilità di effettuare controlli, anche interni, per rilevare eventuali irregolarità.

Mancato aggiornamento degli inventari dei beni mobili e immobili

Allo stato attuale l’inventario dei beni mobili non risulta aggiornato e sono caricati beni ormai dismessi, deteriorati e obsoleti mentre non sono del tutto inseriti una parte dei beni di nuova acquisizione. Su disposizione del sindaco Bruno, il responsabile del III settore Vincenzo Blundo nel 2014 chiese una ricognizione ai responsabili dei vari settori e solo alcuni hanno risposto, mancano all’appello le comunicazioni degli uffici Servizi sociali, Servizi demografici, Tributi, Ecologia, Polizia municipale. Dalla verifica effettuata non risultano nominati i responsabili dei beni, numeri di inventario, verbali, buoni di consegna o riconsegna.

Per i beni immobili invece l’inventario è aggiornato alla fine del 2011 e ad oggi mancano fabbricati, aree urbane e strade acquisite a patrimonio dell’ente e manca la registrazione degli stessi all’Agenzia delle Entrate e la relativa voltura catastale. Il mancato aggiornamento dell’inventario costituisce grave irregolarità gestionale alla quale l’amministrazione deve porre rimedio.


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