Portopalo, Legambiente in piazza contro il resort sull’isola di Capo Passero

La proposta degli ambientalisti alla Regione sarà quella di acquisto dell’isola

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C’erano i rappresentanti di molti circoli siciliani di Legambiente a protestare contro il resort sull’isola di Capo Passero. C’erano anche un gruppo di insegnanti affranti. Mancavano, però, i portopalesi. Stamattina al grido di “Fermiamo il resort dello scempio, salviamo l’isola di Capo Passero”, si è svolto il sit in di protesta organizzato da Legambiente Sicilia in Terrazza dei due mari, per dire “no” al progetto di ristrutturazione e rifunzionalizzazione della tonnara di Capo Passero e degli stabili per il rimessaggio barche, con cambio di destinazione d’uso, che prevede un complesso turistico alberghiero costituito da 18 suite proprio nei magazzini sull’isola.

Il malcontento degli ambientalisti si è diffuso dopo la sentenza del Tar di Catania che ha ripristinato il parere favorevole condizionato della Soprintendenza di Siracusa. “Siamo qui per difendere la legge e la legalità – ha dichiarato Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente – il parere della Soprintendenza è stato dato sulla base di 3 bugie: l’isola è ancora riserva, annoverata nell’elenco del 1991, per cui vigono ancora le legge e i divieti previsti dall’assessorato regionale ai Beni culturali. Non ci spieghiamo, inoltre, come si possa non fare movimento di terra, visto che verranno riqualificate delle strutture, e il progetto prevede anche ulteriori volumetrie rispetto a quelle già esistenti. Comunque, impugneremo l’atto dinnanzi al Cga”.

Uno dei grattacapi più controversi del progetto è la variazione di destinazione d’uso degli immobili in questione. “Sulle strutture – ha continuato Zanna – sia i magazzini che la tonnara a terra – vige un vincolo di tutela sin dal 2007 che non prevede il cambio di destinazione d’uso. Ci chiediamo come sarebbe stato rilasciato”. La proposta di Legambiente, che presto arriverà sul tavolo della Regione, è quella di acquisto dell’isola di Capo Passero come bene di interesse pubblico “e riprendere – ha sottolineato il presidente regionale di Legambiente – l’iter istitutivo della riserva, continuano il lavoro di tutela di questo straordinario patrimonio. Bisogna recuperare gli stessi magazzini, facendoli diventare custodi della memoria di questo territorio. A sventolare le bandiere gialloverdi di Legambiente c’erano i rappresentanti dei circoli di Siracusa, Augusta, Modica, Ispica, Pozzallo, Melilli, Noto, Palermo, Catania, Scicli ed Enna, ma c’erano anche comuni cittadini, un gruppo di No Muos e gli insegnanti della scuola primaria di Portopalo.

“L’isola di Capo Passero – ha dichiarato Giusi Italia, avvocato di Pachino – è un bene che bisogna tutelare. Realizzare un resort rovina la sua bellezza. Dal punto di vista economico questa struttura non porta alcun vantaggio se non per pochi, non è un valore aggiunto. I turisti vengono a Portopalo per la bellezza dell’isola”.

Gli insegnanti, a titolo personale, hanno fatto fonte comune. “Chiediamo alla Sovrintendenza – ha detto Cinzia Italia – che venga istituito un museo. L’isola è piccolo paradiso naturalistico da preservare, su cui la nostra scuola punta tantissimo per la crescita dei piccoli studenti: ogni anno portiamo avanti tanti progetti con per tutelare e valorizzare l’isola”.

“Costruire un Resort in un luogo così delicato – hanno dichiarato gli esponenti del Partito della Rifondazione Comunista di Siracusa, – sia per la fauna che per l’ambiente marino, sarebbe uno scempio ambientale e un miope suicidio paesaggistico. Il turismo e il futuro economico della Sicilia non passano certo dalla cementificazione o dalla costruzione di resort sulla spiaggia. Il nostro sviluppo si dovrebbe invece basare sulla preservazione e sulla promozione dell’unicità paesaggistica e ambientale di certi luoghi, specie se così importanti sotto il profilo storico e culturale, provvedendo semmai allo smantellamento di eventuali costruzioni abusive ancora presenti in zona che ne guastano la naturalezza”.


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