Portopalo, scarcerati i fratelli Aprile: erano accusati di tentata estorsione nei confronti di Gennuso. Ma il deputato conferma quanto denunciato

Per il Tribunale etneo sono risultate "inattendibili" le dichiarazioni di uno dei figli del deputato regionale in merito all'incontro in cui sarebbe stata avanzata la richiesta estorsiva

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Il Tribunale del Riesame di Catania, in accoglimento della richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa, ha disposto l’immediata scarcerazione dei fratelli Giuseppe, Giovanni e Claudio Aprile, tutti di Portopalo di Capo Passero e tutti difesi dall’avvocato Giuseppe Gurrieri, tratti in arresto il 23 giugno scorso, perchè accusati di tentata estorsione aggravata ai danni dell’onorevole Gennuso, deputato all’Ars.
I tre fratelli venivano accusati, appunto, di estrorsione tentata, avendo rivolto richiesta di pagamento all’onorevole Gennuso e ai suioi figli Luigi e Riccardo, per avere indietro un autocarro e un escavatore precedentemente sottratti; secondo i Gennuso i tre fratelli avrebbero inviato un loro emissario, Salvatore Midolo, per avanzare la richiesta estorsiva, ipotesi questa che veniva da subito smentita dal Midolo, sottoposto agli arresti domiciliari e successivamente anch’egli liberato.
Sin da subito, così come riferisce il difensore dei fratelli Aprile, emergevano però evidenti discordanze tra le dichiarazioni dei tre Gennuso, discordanze che hanno determinato il Tribunale del Riesame di Catania a ritenere del tutto inattendibili le dichiarazioni di Riccardo Gennuso in merito all’incontro svolto con il Midolo, durante il quale sarebbe stata avanzata la richiesta estorsiva.
Il Tribunle del Riesame proseguiva poi con l’analisi delle dichiarazioni rese dall’altro figlio dell’onorevole, Luigi, che affermava di avere visto e riconosciuto alla guida del mezzo rubato e di due autovetture che facevano da staffetta, proprio i tre fratelli Aprile. Su tale circostanza i Giudici hanno ritenuto che “parimenti poco attendibili risultano le dichiarazioni rese da Gennuso Luigi con riferimento a quanto accaduto la sera tra il 30 e il 31 maggio u.s.” concludendo sul punto  che “le circostanze in cui sarebbe avvenuto il riconoscimento (nottetempo lungo una strada priva di illuminazione tra due veicoli che viaggiano in direzioni contrapposte a fari accesi e che quindi si incrociano per una frazione temporale molto limitata) inducono a dubitare della effettiva possibilità dello stesso.”
In ultimo il Tribunale del Reisame ha infine disposto “l’annullamento dell’ordinanza impugnata e ordinato la immediata scarcerazione degli indagati Aprile Giuseppe, Giovanni e Claudio.”
Non commenta la decisione dei giudici di Catania il deputato Pippo Gennuso ma sottolinea che “quando non si condividono le sentenze, si utilizzano tutti gli strumenti consentiti dalla legge e a quanto pare su questo caso il pubblico ministero ricorrerà alla Corte d’Appello di Catania per fare valere le sue ragioni. Da parte mia confermo quanto denunciato, ovvero la richiesta estorsiva di 10 mila euro fattaci dal signor Salvatore Midolo e sono pronto a ribadirlo in qualsiasi aula giudiziaria. Sono pronto a un confronto con il personaggio che ci ha chiesto il pizzo“.


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