Priolo Gargallo, una discarica di amianto a Sorciaro. Il Psi: “intervenga la Procura”

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Una discarica di amianto nell’area dell’interconnessione di Priolo Gargallo. Una nuova denuncia da parte del Partito socialista italiano che chiede l’intervento della Procura della Repubblica, maggiori controlli e una soluzione a un vicenda che si protrae da tempo. Sono infatti passati più di tre anni da quando il 16 giugno 2014 venne presentata da Christian Bosco, portavoce del Psi di Priolo, una denuncia al Commissariato di Polizia sulla presenza di una discarica illegale di amianto a Sorciaro.

Ne seguì un’altra il 16 ottobre 2015, questa volta anche per verificare eventuali negligenze nell’inizio dell’opera di risanamento ambientale. “Eppure – afferma Bosco -, nonostante tutto, l’amianto è ancora tutto la, più di prima. Parte è stato seppellito ed è uscito fuori grazie alle piogge e parte è invece libero di contaminare non solo la terra ma anche l’aria. Nel frattempo sono spuntate “montagne” che prima non c’erano e alcune lastre sono state fatte a pezzetti. Tutto a danno dei cittadini. Nonostante le continue denunce tutto tace. Quest’area è stata data in concessione dall’ex Asi (oggi Irsap) e a diverse aziende e nel contratto sembra sia previsto che queste opere di risanamento debbano essere eseguite dalle stesse ditte che sfruttano l’area, pena la perdita della concessione. Eventuali “partite a ping pong” tra Regione Siciliana e aziende dovevano essere già finite da tempo”.

Il Psi confida in un intervento del Procuratore della Repubblica, Francesco Paolo Giordano affinché venga fatta piena luce sulle responsabilità. “È soprattutto necessario capire – prosegue Bosco – che cosa effettivamente è stato fatto per bonificare l’area ed eventualmente porvi rimedio. La regione, invece, faccia rispettare il contratto. Anche il Comune di Priolo Gargallo faccia i dovuti controlli. Ormai non è più una semplice discarica da contenere, è un vero e proprio disastro ambientale causato da di amianto che qualcheduno ha sicuramente stoccate in maniera illecita.”


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