Priolo Gargallo, futuro incerto per Ias: i sindacati proclamano lo sciopero e lanciano un appello al presidente della Regione

Per le sigle sindacali inizia a prefigurarsi uno scenario in cui alla scadenza dei tempi dati dalla magistratura, il 23 marzo prossimo, Ias si pronuncerà in maniera negativa rispetto agli impegni chiesti dal Tribunale di Siracusa, determinando il sequestro effettivo del depuratore di Priolo

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Filctem, Femca e Uiltec Siracusa hanno dichiarato lo sciopero alla società Ias.  A conclusione di una intensa giornata di incontri e assemblee, con il coinvolgimento di tutti i lavoratori del depuratore consortile di Priolo, si è giunti alla decisione di indire un percorso di mobilitazione che prevede un sit-in nel piazzale dell’Ias per venerdì 15 marzo e un’intera giornata di astensione dal lavoro per giovedì 21, con variazione degli assetti produttivi.

Tutto ciò poiché diventa sempre più incerto il futuro dei 60 dipendenti dell’impianto di depurazione dei fanghi industriali e dei comuni di Priolo e Melilli, in uno stato di precarietà che dura ormai da tre anni, con proroghe semestrali che generano incertezza. La situazione si è ulteriormente appesantita a valle del sequestro preventivo effettuato dalla magistratura, che prevede un timing ben preciso entro cui Ias dovrà dire se effettuerà quanto disposto dal Tribunale di Siracusa, versando nel contempo una fideiussione a garanzia dell’impegno.

Nella giornata di ieri è emerso il rimpallo di responsabilità tra Ias e la proprietà dell’impianto, ovvero la Regione Siciliana, attraverso l’Irsap. Per le sigle sindacali inizia a prefigurarsi uno scenario in cui alla scadenza dei tempi dati dalla magistratura, il 23 marzo prossimo, Ias si pronuncerà in maniera negativa rispetto agli impegni chiesti dal Tribunale di Siracusa, determinando il sequestro effettivo del depuratore di Priolo.

Uno scenario apocalittico – affermano i segretari generali di Filctem, Femca e Uiltec, rispettivamente Giuseppe D’Aquila, Emanuele D’Ignoti Parenti e Andrea Bottaro -, che determinerebbe la fine dell’esperienza di Ias nel territorio, con conseguenze occupazionali per le 60 famiglie interessate, generando perplessità circa il prosieguo delle attività del depuratore e conseguentemente degli stabilimenti industriali che in esso conferiscono i propri reflui“. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il sindacato siracusano a mobilitarsi e nel frattempo a chiedere un urgente incontro al presidente della Regione Nello Musumeci.

Il sindacato unitario ritiene questa situazione “paradossale”, parlando senza mezzi termini di uno “scarica barile su responsabilità ed impegni da prendere” che si riflette sull’anello più debole della catena, vale a direi i lavoratori. Per queste ragioni, è stato indetto un percorso di mobilitazione che tenderà ad inasprirsi a ridosso della data del 23 marzo ed è stato chiesto un incontro con il Presidente Musumeci, l’unico interlocutore in grado di risolvere il problema.

Nel frattempo il sindacato lancia un appello ai rappresentanti del territorio e alle istituzioni per adoperarsi affinché venga scongiurato uno scenario che produrrebbe una grandissima beffa per il territorio siracusano e soprattutto per i lavoratori di Ias.


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