Priolo, incastrati dalle telecamere di videosorveglianza: arrestati gli autori della rapina di ieri al bar

Sulla scorta delle indicazioni fornite dai rilievi di Polizia Scientifica e dei filmati di videosorveglianza della zona, si riusciva a individuare l’autovettura utilizzata dal rapinatore per guadagnarsi la fuga, che veniva rinvenuta, abbandonata e priva della targa posteriore

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Agenti della Polizia di Stato, in servizio al commissariato di Pubblica Sicurezza di Priolo Gargallo, a seguito di tempestive e accurate indagini, come già anticipato da noi ieri, hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di Antonino Restivo (classe 1984) residente a Siracusa, già conosciuto alle forze di Polizia e in atto già sottoposto al regime degli arresti domiciliari e di Lidia Zocco (classe 1970) residente a Priolo Gargallo, già conosciuta alle forze di polizia per i reati di rapina aggravata, in concorso e tentata truffa.

In particolare, alle 3 circa di ieri, gli agenti sono intervenuti in un bar in via Taranto, dove, poco prima, il titolare era stato vittima di una rapina, durante la quale era stato ferito a una mano dall’aggressore con un coltello.

Le immediate indagini, condotte dal personale di Polizia, accertavano che la vittima, mentre si trovava all’interno del laboratorio di pasticceria attiguo l’esercizio, sentiva bussare alla porta d’ingresso. D’improvviso si trovava di fronte a un uomo con il volto travisato, il quale, sotto la minaccia di un coltello, gli intimava di consegnargli il denaro che deteneva. Sotto la continua minaccia dell’arma, l’uomo riusciva a portare il malcapitato all’interno del bar fino alla cassa, riuscendo a impossessarsi dalla somma di 500 euro circa, in banconote di diverso taglio. Nel corso dell’azione, il titolare riusciva a divincolarsi dalla morsa dell’aggressore, ma ciò provocava l’immediata reazione da parte del rapinatore che, utilizzando un’arma da taglio, feriva alla mano l’esercente. Subito dopo, il malfattore si dava alla fuga.

Sulla scorta delle indicazioni fornite dai rilievi di Polizia Scientifica e dei filmati di videosorveglianza della zona, si riusciva a individuare l’autovettura utilizzata dal rapinatore per guadagnarsi la fuga, che veniva rinvenuta, abbandonata e priva della targa posteriore. Sebbene di proprietà di altro soggetto, dopo una serie di accertamenti si verificava che l’autovettura in questione, priva di assicurazione, risultava essere stata assicurata, per ultimo, proprio da Restivo, già noto per reati contro il patrimonio. Dalla disamina delle immagini si riscontrava, altresì, che poco prima della aggressione, Lidia Zocco entrava all’interno del laboratorio di pasticceria per chiedere di avere del cibo, verosimilmente al fine di fornire i necessari elementi al complice. Infatti, a seguito di verifiche, gli aenti hanno accertato che entrambi i soggetti sono stati per l’intera giornata insieme, perpetrando nel pomeriggio anche un tentativo di “truffa dello specchietto”. Inoltre, veniva rinvenuta, durante la perquisizione eseguita all’interno dell’abitazione della Zocco, la targa dell’autovettura utilizzata per eseguire la rapina.

A seguito di ciò, mentre gli operatori di Polizia erano intenti alla perquisizione, venivano informati della presenza di un estraneo all’ultimo piano della palazzina, nascosto all’interno di un appartamento. Alla luce di quanto sopra, gli agenti facevano irruzione all’interno dei locali, riuscendo a individuare e bloccare Restivo, che aveva appena gettato da un finestra posteriore un coltello a serramanico. Immobilizzato, a seguito di perquisizione, l’uomo veniva trovato in possesso di una somma di denaro, verosimilmente quella sottratta nel corso della rapina.


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